Talvolta solo la poesia esprime concetti ed emozioni. Solo la poesia riesce a parlare compiutamente dell’acqua. Sia nel modo sacro di San Francesco, che con provocazione futurista come fa Palazzeschi. E Palazzeschi forse su malgrado è stato profetico… oggi lo stato dell’acqua è in parte quello della “Fontana malata”.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch……
E’ giu’,
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace….
di nuovo.
tossisce.
Mia povera
fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non getta
piu’ nulla.
Si tace,
non s’ode
rumore
di sorta
che forse…
che forse
sia morta?
Orrore
Ah! no.
Rieccola,
ancora
tossisce,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch….
La tisi
l’ uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
tossire
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto….
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
chiudete
la fonte,
mi uccide
quel suo
eterno tossire!
Andate,
mettete
qualcosa
per farla
finire,
magari…
magari
morire.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mia povera
fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch..
Per salvare “la fontana malata” e noi con lei si muove anche la Coop e speriamo faccia da apripista. Il progetto è di istituire fontanelle nei punti vendita per evitare l’eccessivo consumo di acqua minerale e comunque di cercare fonti a chilometro zero (cioè vicine ai punti vendita), infine la meta più importante la sensibilizzazione:
http://www.casacoop.net/guest?action=mostra_area_tematica&id=13
in attesa che la politica ritiri la legge che privatizza l’acqua (decreto Ronchi).