Abbiamo lasciato Martin al termine della stesura di Essere e Tempo.
Nel corso degli anni 30 del 900, però, il pensiero di Heidegger è caratterizzato da quella che viene definita la Kehre, ossia una svolta.
Se l’interesse principale del filosofo, fino a quel momento, riguardava prettamente l’analisi dell’esistenza umana, fa seguito un’inversione di rotta.
Il tema che affascina maggiormente Heidegger diventa quello dell’Essere, si volge cioè, verso una riflessione prettamente ontologica.
L’analisi dell’Essere parte da una rivisitazione filologica di alcuni testi antichi, in particolare quelli di alcuni pensatori greci presocratici. Saper analizzare bene le parole, coglierne il significato profondo, ci lega all’Essere nella sua purezza. Heidegger sosterrà infatti che le parole sono un’utilissimo strumento per svelare la verità dell’Essere stesso.
Cerco di essere più chiara: Per Heidegger l’Essere non è qualcosa di fruibile direttamente. Esso può essere inteso davvero solo come A-letheià, termine greco composito dalla parola lethè, che significa oblio, e alfa privativa, una negazione.
Aletheia significherebbe quindi “Rivelarsi”. Questo termine, in traduzione, contiene in sé la stessa contraddizione interna della parola greco aletheia: il movimento del Essere è un manifestarsi celandosi.
Se è possibile delineare quindi una sorte di Storia dell’Essere, essa si presenterà come una storia del suo stesso nascondimento in particolar modo nel linguaggio e nel pensiero. L’Essere quindi si da e si ritira nella temporalità con un movimento perenne.
Dove cercare la vera essenza dell’Essere dunque?
La risposta immediata cui giunge il filosofo è il linguaggio. La frase più famosa infatti de La lettera sull’umanesimo è: “il linguaggio è la casa dell’essere”.
Heidegger indaga sulle possibilità reali di approdare ad un linguaggio che sia da un lato filosoficamente adeguato e dall’altro minimamente comprensibile, rendendosi immediatamente conto della cripticità che l’Essere necessariamente vuole, per sua stessa ontologia ( L’Aletheia di cui parlavamo poc’anzi). Il linguaggio poi, deve tornare ad essere legato al ”originario”, deve cioè lasciar parlare l’Essere attraverso la lingua. La complessità ulteriore si trova per Hiedegger nel ricercare un linguaggio che superi quello tradizionalmente metafisico, che risulta essere superato e non adeguato ad esprimere il vero Essere.
L’idea di base di Heidegger è di proporre un nuovo “pensiero poetante”, ossia un pensiero capace di ripensare se stesso, attraverso un nuovo uso del linguaggio.
Solo la poesia infatti risulta essere in grado di conoscere il vero essere, di renderlo il più possibile esplicito. Dedicherà per questa stessa ragione vari saggi a Holderlin, Char…
Altra tematica cui Heidegger, in questa seconda fase del suo pensiero, dedica particolare attenzione è quella della tecnica.
E’ un periodo storico difficile, è appena terminata la seconda guerra mondiale, come tutti sappiamo caratterizzata dall’uso di nuove tecnologie belliche, una su tutte la bomba atomica.
L’uomo, secondo Heidegger, interpreta ormai la verità solo da un punto di vista tecnico-scientifico: la verità è quella che gli scienziati ci dicono esserlo. L’obbiettivo dell’uomo contemporaneo è quello di assoggettare ai propri fini la natura, fino a renderla totalmente sottomessa.
L’unico modo per fermare questa corsa all’autodistruzione umana, è rendersi responsabili. Fare un passo indietro cioè. L’unica possibilità di salvezza per l’uomo è agire responsabilmente, contrastare l’evoluzione senza tregua e senza etica della tecnica, in favore di valori prettamente umani, in favore della poesia, intesa come massima espressione dell’arte e delle potenzialità positive dell’uomo.
L’ultima parte della riflessione heideggeriana è estremamente legata alla mistica. L’uomo si sta auto-distruggendo, l’Essere nella sua integrità non è più oggetto di ricerche.
Solo un Dio, dunque, ci può salvare”.
O, in termini più terreni, solo l’Arte può rappresentare la sola salvezza per l’uomo.
Il film che vi consiglio questa settimana è Melancholia, di Lars Von Trier.