I ricercatori australiani hanno sviluppato un nuovo approccio per individuare la malattia celiaca, rivelando così come questo disturbo immunitario sia molto più comune di quanto precedentemente riconosciuto.
In uno studio su più di 2500 Vittoriani i ricercatori hanno combinato il test degli anticorpi tradizionale (la misurazione della risposta immunitaria al glutine), con la valutazione di specifici marcatori genetici di rischio. Si è così rilevato che metà degli australiani avevano fattori di rischio genetici per lo sviluppo di malattia celiaca. La ricerca è pubblicata online sulla rivista BMC Medicine.

Il dottor Jason Tye-Din dell’ Immunology division presso il Walter and Eliza Hall Institute e Bob Anderson, direttore scientifico presso l’US biotechnology company ImmusanT, hanno collaborato con la Barwon Health, Deakin University, Healthscope Pathology e l’ University of Queensland Diamantina Institute per sviluppare un nuovo metodo diagnostico.
Tye-Din afferma che il nuovo approccio, ovvero quello di combinare un test genetico con un test anticorpale aumenterebbe la precisione, diminuirebbe i costi medici complessivi, e inoltre porterebbe alla riduzione di test invasivi.
“Attualmente, le biopsie intestinali sono raccomandate per chiunque. In questo studio l’inserimento di un semplice test genetico ha contribuito a identificare un numero considerevole di persone il cui test anticorpale era falsamente positivo.”
La celiachia è causata da una risposta immunitaria inappropriata al glutine. Il glutine si trova nel grano, segale, orzo e avena. Quando il glutine è consumato, può causare una vasta gamma di effetti negativi come stanchezza cronica, carenza di ferro, osteoporosi, prurito, cefalea e vari sintomi digestivi. Il morbo celiaco danneggia il rivestimento dell’intestino tenue e può portare a notevoli complicazioni mediche come malattie autoimmuni, sterilità, insufficienza epatica e cancro. La celiachia si sviluppa di solito durante l’infanzia ed è per tutta la vita, ma la diagnosi precoce e i trattamenti possono ridurre il rischio di complicanze avverse per la salute.
Il dottor Tye-Din afferma che la strategia dei nuovi test ha mostrato che almeno una donna astraliana su 60 e uno uomo su 80 sono potenzialmente interessati. Stime precedenti mostravano il numero di australiani con malattia celiaca come non più di uno su 100. Anche se questo studio è il primo a rivelare che più della metà degli australiani ha fattori di rischio genetici per lo sviluppo di malattia celiaca, non si sa ancora perché questa si sviluppa solo in alcune persone.
Tye-Din ha poi continuato “E’ preoccupante che un numero significativo di persone con malattia celiaca non siano stati identificati finora. Una diagnosi accurata e tempestiva è importante per la salute dei pazienti. Effettuare un’analisi sulla base solo di un esame del sangue o con l’inizio di una dieta priva di glutine, senza una biopsia intestinale di conferma non è appropriato e può imporre un trattamento inutile per tutta la vita.
“Anche se la biopsia intestinale è necessaria per confermare la malattia, questo metodo è costoso e invasivo. Ridurre procedure inutili è utile sia per i pazienti sia per l’economia, poiché riduce i costi sanitari. Questo studio fornisce una strategia per migliorare la diagnosi del morbo celiaco nella comunità, combinando i benefici di anticorpi e test genetici”, conclude il dottor Tye-Din.