Gaianews

Misurare lo stress dal respiro

Studiare il respiro per definire il livello di stress: è un nuovo metodo sperimentato da ricercatori britannici

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 28.02.2013

Sarebbero sei indicatori presenti nel respiro a dirci i livelli di stress secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Breath Research.

Lo scopo della ricerca sarebbe quello di individuare un test veloce e semplice e non invasivo per misurare lo stress. Per il momento la ricerca ha coinvolto 22 soggetti e dovrebbe essere ripetuta su più persone che comprendano diverse classi di età, prima che il test possa essere ritenuto valido.

stressIl primo autore dello studio, il professor Paul Thomas, ha spiegato: “Se fossimo in grado di misurare lo stress oggettivamente in modo non invasivo, ne potrebbero beneficiare i pazienti e le persone vulnerabili a lungo termine che hanno difficoltà a comunicare le risposte allo stress, come coloro che sono affetti da morbo di Alzheimer “.

Lo studio, realizzato da ricercatori della Loughborough University e dell’Imperial College di Londra, ha coinvolto 22 giovani adulti (10 maschi e 12 femmine), che hanno partecipato a due sessioni: nella prima, è stato chiesto di sedersi comodamente e di ascoltare musica non stressante , nella seconda, è stato chiesto loro di eseguire un test comune di aritmetica  che è stato progettato per indurre stress.

Dopo la prima e la seconda sessione sono stati fatti i test sul respiro e sono stati misurati i battiti cardiaci e la pressione del sangue.  I campioni di aria espirata sono stati esaminati usando una tecnica nota come gascromatografia-spettrometria di massa, e quindi statisticamente analizzati e confrontati.

Due composti sono variati in maniera spiccata ed è con questi che i ricercatori intendono sviluppare il test.
Altri quattro composti hanno dimostrato di diminuire con lo stress,  questo potrebbe essere dovuto al cambiamento nei modelli di respirazione.

“Sembra ragionevole e prudente testare questo lavoro con più persone che comprendano un più ampio range di età”.

“Avremo bisogno di riflettere attentamente sul disegno sperimentale, al fine di esplorare le ulteriori potenzialità in quanto vi sono questioni etiche da considerare, visto che si mettono i volontari in condizioni di stress. Qualsiasi studio di follow up dovrebbe essere guidato da esperti di stress”, ha continuato il professor Thomas .

Il Profiling Breath è diventato un ottimo sistema diagnostico per i medici, e di recente i ricercatori hanno trovato i biomarcatori associati a tubercolosi, tumori multipli, malattie polmonari e asma. Non è ancora chiaro come gestire al meglio i fattori esterni, come la dieta, l’ambiente e l’esercizio fisico, che possono influenzare il campione di respiro di una persona.

“E ‘possibile che i marker di stress nel respiro possano mascherare o confondere altri composti chiave che vengono utilizzati per diagnosticare una certa malattia o condizione, per cui è importante che esse siano contabilizzate,” ha detto il professor Thomas.

I presupposti iniziali della ricerca sono stati che le persone stressate respirano più velocemente e hanno un’elevata pressione sanguigna, che è destinata a cambiare il profilo del respiro.I ricercatori però hanno tenuto a sottolineare che è presto per ipotizzare le origini biologiche e i ruoli dei composti come parte di una riposta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA