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Melanoma, italiani non sanno proteggersi

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 28.04.2012

Bambina al mareE’ ormai dimostrato scientificamente che un buon programma di prevenzione e screening della pelle può diminuire notevolmente l’incidenza del melanoma. E’ quanto attesta uno studio, condotto in Germania, che ha messo a confronto l’incidenza del melanoma in una regione tedesca in cui è stata attuata una campagna di screening – denominata SCREEN – rispetto ad una regione in cui non è stato svolto alcun programma di screening dei tumori cutanei: nella regione sottoposta a SCREEN è stata infatti registrata una significativa diminuzione dell’incidenza del melanoma e dei tumori della pelle.

In un altro studio è emerso che in Italia solo l’86% usa creme solari e il 50% di persone che le usa si scotta ugualmente al primo sole estivo, a dimostrazione che i prodotti usati non sono abbastanza validi o non sono utilizzati correttamente. Il secondo studio, condotto nell’edizione 2011 della campagna My Skincheck su un campione di 1300 adulti e 90 bambini, sono stati comunicati venerdì a Milano: il 50% degli adulti e il 41% dei bambini intervistati ha ammesso di scottarsi al primo sole estivo.

Una buona occasione per imparare a proteggersi potrebbe essere il prossimo sabato 5 maggio, quando per la prima volta i dermatologi saranno a disposizione del pubblico anche nelle piazze delle principali città italiane presso gazebo informativi dedicati all’iniziativa (i dettagli delle iniziative sono su: ww.sidemast.org).

“La prevenzione del melanoma – ha dichiarato Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Universitaria de L’Aquila – inizia anche con un’adeguata esposizione solare. Da un recente studio, che abbiamo condotto in collaborazione con le Università di Graz e l’Arcispedale di Reggio Emilia, emerge, infatti, che circa il 5% di tutti i soggetti con nevi che si espongono al sole applica la crema solare protettiva solo sui nevi piuttosto che sull’intera superficie corporea. Si tratta di un’abitudine profondamente sbagliata poiché solo una minoranza dei melanomi deriva dalla trasformazione maligna di un nevo pre-esistente; la maggior parte di questi tumori insorge invece sulla cute sana. Per una corretta prevenzione – ha concluso la Prof.ssa Peris – è fondamentale, quindi, che l’applicazione delle creme protettive con alto filtro solare avvenga su tutta la superficie cutanea.”

Altro monito della SIDeMaST riguarda l’utilizzo indiscriminato dei lettini solari: uno studio ventennale condotto negli USA su 73.494 donne in fasce d’età 15-25 anni e 25-35 anni, ha dimostrato, infatti, che l’uso dei lettini solari 4 volte all’anno in entrambi gli intervalli di età ha causato un aumento del rischio di sviluppare melanoma e tumori della pelle2

Il melanoma è un tumore maligno, quello più aggressivo tra tutti i tumori della pelle in termini di mortalità, e colpisce principalmente la popolazione caucasica tra i 40 e i 60 anni: secondo il rapporto AIRTUM 2009 (Registro Italiano Tumori), in Italia ogni anno si registrano circa 14 nuovi casi di melanoma ogni 100.000 uomini, oltre 13 casi ogni 100.000 donne.

Il melanoma è in aumento tra i giovani ed è al IV posto dopo mammella, tiroide e linfoma di Hodgkin. I giovani italiani che convivono con un tumore sono quasi 200.000, di cui 15.391 con melanoma.

“Per il melanoma il tasso di sopravvivenza a 5 anni è pari all’81%4 – ha commentato la Prof. ssa Caterina Catricalà, Direttore del Dipartimento di Dermatologia Oncologia dell’IFO Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma – ed è fortemente influenzato dallo stadio di avanzamento della patologia. Per questa ragione è fondamentale la diagnosi precoce che prevede, per le persone a rischio, uno screening dal dermatologo munito di dermatoscopio almeno una volta l’anno, un auto-controllo periodico ogni 2-3 mesi di tutta la superficie cutanea e la visita dal dermatologo quando si osserva nel nevo un cambiamento di colore, forma, dimensione oppure quando ne compare uno nuovo.”

Infine una buona notizia: la gravidanza non rappresenta un fattore di rischio per la progressione in pazienti affetti da melanoma ma al contrario può influenzare positivamente la prognosi. Lo dimostra uno studio condotto in Finlandia su 334 donne, il 74% delle quali nel corso della propria vita aveva avuto almeno una gravidanza, mentre il 17% erano nullipare. Dai risultati è emerso che la progressione della malattia avveniva nel 14% delle donne con precedente gravidanza e nel 26% delle nullipare, mentre la probabilità di sopravvivenza è risultata essere del 94% nelle donne con pregressa gravidanza e dell’83% nelle nullipare.

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