New York, 16 mar. (Apcom) – Difficile dire chi sia Davide e chi Golia, nel confronto tra la fist lady degli Stati Uniti Michelle Obama e l’associazione che riunisce le multinazionali dei prodotti alimentari, da Kraft, a General Mills, a Coca Cola. Lo scontro tra titani si è tenuto oggi a Washington sul tema dell’obesità infantile. Michelle Obama, invitata a parlare nella tana dei leoni della Grocery Manufacturers Association, ha presentato la sua battaglia contro i cibi spazzatura e le bevande gassate dolci, dalle scuole alle corsie dei supermercati. Il suo è un appello a “ripensare i prodotti in maniera radicale” e non solo a cambiare colore alle confezioni. La first lady non è isolata ed è anzi alla testa di un movimento che ha molti tratti in comune con le campagne contro le multinazionali del tabacco negli anni ’90. I produttori, per una volta, devono rassegnarsi a perdere una fetta dei profitti e – invitando la first lady – mostrano la volontà a collaborare con il governo federale e quelli locali. All’orizzonte ci sono numerose iniziative mirate a limitare la diffusione di cibi e bevande spazzatura tra i giovani: dall’imposizione di tasse sulle bevande dolci alla messa al bando dei distributori di snack nelle scuole, entrambi in discussione al Congresso. Michelle Obama vede tuttavia un ruolo attivo per le industrie alimentari, che dovrebbero “mettere meno grassi, meno sale e meno zuccheri” nei loro prodotti. “Non vogliamo solo nuove confezioni e piccoli cambiamenti per aggirare le nuove regole, ma vi chiediamo di ripensare i vostri prodotti”, ha detto. La stretta sul junk food arriva anche dai ‘tecnici’ della Food and Drug Administration, l’autorità che sorveglia sul mercato alimentare e farmaceutico negli Stati Uniti e prende di mira le indicazioni spesso etichette spesso ingannevoli sulle confezioni di molti prodotti. La first lady ha toccato anche questo punto: chiede etichette più chiare e vuole una fetta di mercato più ampia per i prodotti che per davvero fanno bene alla salute. A presentare Obama sul palco c’era Rick Wolford, l’amministratore delegato di Del Monte e il presidente dell’associazione dei produttori. “Siamo pronti a fare di più”, ha detto, parlando di “momento topico” nella lotta contro l’obesità. Ma le associazioni di consumatori sono scettiche. “I produttori vogliono cavalcare l’onda piuttosto che fermarla – ha commentato Jeffrey Levi, il direttore della Trust for America’s Health – ma c’è una grande differenza tra le parole e le azioni concrete. Emc/Kat
Chi era l’individuo che ha presentato la first lady sul palco??? L’amministratore delegato della Del Monte (del “tristemente” famoso Gruppo Monsanto)???
Ma non è forse il gruppo che detiene già ampie percentuali (anche europee) dei brevetti di prodotti agroalimentari (che devono essere liberi!!!) e per questi chiede danni e royalties a contadini e piccoli produttori??
E non è quello che aveva regalato a contadini del terzo mondo semi OGM non in grado di generare altri semi da piantare, di fatto rendendo questi poveri agricoltori dipendenti dalla terribile multinazionale???
Ma con che faccia tale personaggio si presenta ad un convegno in cui combatte il junk food?? Solo parole e niente fatti positivi, come giustamente conclude l’articolo.