Serpelloni ha detto che esistono dei dati più aggiornati rispetto a quelli resi noti oggi dal CNR ed ha spiegato:“Qualche settimana fa abbiamo chiesto un incontro tecnico scientifico al CNR per poter discutere con loro questi dati apparsi oggi sulle agenzie di stampa, ma di cui non conosciamo ancora le analisi tecniche scientifiche di rilevamento e elaborazione. Quelli del CNR sono dati che si riferiscono al 2012 (oggi disponiamo anche dei dati più aggiornati del 2013) e che presenterebbero qualche contraddizione con altre ricerche eseguite con metodiche avanzate che hanno determinato la presenza di metaboliti delle sostanze stupefacenti nelle acque reflue delle città dove è invece stato riscontrato un calo dei consumi generali per tutte le sostanze. Le nostre indagini sono più recenti e aggiornate rispetto a quelle eseguite dal CNR e riguardano il consumo di sostanze nella popolazione generale. È possibile quindi che vi sia qualche differenza. Inoltre sono anche da verificare i confronti con le medie europee che normalmente presentano classi di età diversificate rispetto a quelle usate dal CNR.

Serpelloni ha poi ulteriormente precisato: “Un successivo studio da noi eseguito, su circa 45 mila studenti nel 2103 con tecniche che usano internet come metodologia di rilevamento, (dati quindi anche più recenti e aggiornati alla situazione attuale) mostra anch’esso delle differenze da quanto riportato oggi dal CNR. Qualche dubbio lo abbiamo anche sul numero totale dei tossicodipendenti riportato che ci sembra troppo elevato rispetto alle nostre stime, ma sarà interessante approfondire queste differenze che ci permetteranno di comprendere ancora meglio il fenomeno anche in Italia”.
Il capo del DPA , alla domanda se ritiene quindi che ci sia in atto un aumento della diffusione dei consumi Serpelloni, ha così dichiarato:
“I dati preliminari in nostro possesso e provenienti da varie fonti indipendenti non dimostrerebbero questo fenomeno se non per l’uso di cannabis, il quale aumento potrebbe essere conseguenza di una diminuzione della percezione del rischio da parte dei giovani per le continue campagne che vengono fatte che tendono a sminuire le potenzialità tossiche di questa droga. Tra qualche giorno saranno disponibili i dati del DPA di dettaglio aggiornati al 2103 che permetteranno meglio di documentare quanto da noi osservato anche mediante queste nuove metodiche di analisi”.
“La cannabis danneggia i neuroni cerebrali … l’astinenza da cannabis è mortale”. Sono anni ormai che la distinzione “droghe leggere e pesanti” non è più in uso presso la Comunità scientifica, tale linguaggio è attualmente limitato all’ambiente politico. Ma è proprio vero che la cannabis procura i danni psico-fisici come descritti dal Dipartimento politiche anti-“droga” della Presidenza del Consiglio?
La mia esperienza ventennale nei Ser.T. veronesi, è che pochissimi Pazienti sono stati curati per problemi legati alla Cannabis e tale esperienza è comune a moltissimi Ser.T. in Italia.
Forse che migliaia di Operatori dei Ser.T. sono così distratti da non vedere per 30 anni, migliaia di tossicodipendenti da cannabis così gravemente malati.
Curando tossicodipendenti e non facendo statistiche, può essere che mi sbagli, ma una Commissione potrebbe utilmente risolvere la questione controllando le Cartelle cliniche aperte per dipendenza da cannabis nei Ser.T.
Lino Signori
ma quando la finirà questo asino di dire stronzate!! avevamo una grande possibilità di cambiare le cose e invece la gente ha preferito sciuparla!!! così eccolo di nuovo con le sue stronzate e la gente che si fa prendere per il culo!! Al rogo!!!!!!!