
La corrente eliosferica diffusa, un flusso di particelle che fa parte del vento solare.
In una ricerca pubblicata su Nature gli scienziati dell’Università di Sidney descrivono una scoperta sui venti stellari: sulla superifice delle giganti rosse si trovano “grani” di materiale stellare abbastanza grandi da non essere disintegrati ed essere sospinti nello spazio creando i venti stellari.
Gli scienziati hanno studiato le giganti rosse, stelle che una volta erano come il nostro Sole e che, alla fine della loro vita, diventano molto più grandi. Prima di diventare nane bianche le stelle perdono gas e piccoli pezzi di minerale che si disperdono nello spazio.
Gli scienziati erano riusciti a separare la luce delle gigante rosse da quella che veniva riflessa dalla polvere attorno alle stelle e così hanno scoperto che la dimensione della polvere era molto maggiore di quella che si aspettavano e che la polvere si trovava molto più vicina alla stella di quanto gli scienziati si aspettassero in realtà. E in più non riuscivano a spiegarsi come questi grani venissero sospinti lontano dalla stella.
Secondo il capo della ricerca Barnaby Norris, queste stelle riciclano il materiale che andrà a formare le future generazioni di stelle.
Ciò che gli scienziati non riuscivano a capire era quale fosse il processo che potesse spiegare la dispersione del materiale. Per questo è stato usato il Very Large Telescope dell’ESO in Cile. Osservando la superifice delle stelle gli scienziati hanno potuto scoprire la presenza di grani grandi 300 nanometri. Proprio questa dimensione dà a questi grani la possibilità di riflettere il calore, come se fossero degli specchi. In questo modo i grani possono rimanere più freddi nonostante le forti radiazioni delle stelle e possono essere sospinti via senza disintegrarsi.
Questo crea un vento stellare che è simile ad una tempesta di sabbia, anche se i grani sono più grandi. Questa scoperta perciò chiarisce meglio come avviene la morte di queste stelle. I grani sopravvivono alla vicinanza delle stelle perchè sono trasparenti: se fossero neri svanirebbero stando così vicini alle stelle.
I venti stellari possono durare 10.000 anni e sono 100 milioni di volte più forti dei nostri venti solari.
Gli scienziati ora dovranno risolvere il problema di come questi grani si formano sulla superficie delle stelle.