Gaianews

Antidumping e fotovoltaico: il dilemma europeo con la Cina

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.07.2013

E’ un vero dilemma quello che attanaglia il fotovoltaico europeo. Dopo l’allarme lanciato per i prezzi aggressivi delle celle solari prodotte in Cina, e i dazi provvisori che l’Unione europea ha stabilito per l’importazione, ora protestano i produttori di moduli. Infatti, con l’istituzione dei dazi, i produttori cinesi hanno alzato i prezzi riducendo i guadagni dei produttori di moduli europei. Per questo il CEO dell’azienda tedesca Solar-Fabrik, Günter Weinberger, ha scritto una lettera al ministro del commercio dell’UE Karel de Gucht.

Chiede di abolire i dazi provvisori, ma non solo. Chiede che vengano abolite le tasse doganali per l’importazione di celle fotovoltaiche. Il problema secondo il CEO è che l’Europa deve rassegnarsi a produrre moduli e non celle.Sono diverse le aziende che producono solo moduli e secondo Weinberger, vista la richiesta a livello globale, solo la Cina e Taiwan possono rispondere a una tale domanda di celle.

The Alliance for Affordable Solar Energy (AFASE), un’associazione che riunisce 750 aziende del settore è dello stesso parere e teme un monopolio delle aziende di Taiwan.
Thorsten Preugschas, presidente di AFASE, ha detto:”Andremo a Bruxelles per perorare contro la prosecuzione di questi dazi nocivi e dannosi, che conducono soltanto alla contrazione del mercato e stanno costando molti posti di lavoro green in tutta Europa. Dimostreremo che i dazi provvisori introdotti il 5 giugno dalla Commissione hanno già determinato notevoli conseguenze negative.”

Fotovoltaico

Ma questa è solo una faccia della medaglia. L’associazione Pro-Sun, invece, dichiara che prima dei dazi in Europa erano già fallite 60 aziende e si erano persi 15.000 posti di lavoro.

Il problema è aggravato dal fatto che l’azienda del fotovoltaico non è convertibile ed è estremamente specializzata. Non è possibile convertire la produzione di fotovoltaico in eolico, ad esempio, e questo rende più pesante il significato delle perdite di aziende che producono fotovoltaico. Ed è per questo che un accordo chiaro fra Cina e UE sarebbe necessario

E infatti proseguono intense trattative su una possibile soluzione alla controversia. Il commissario Ue al commercio Karel De Gucht e il ministro del Commercio cinese Gao Hucheng dovrebbero discuterne entro questa settimana.

Johannes Nitschke, il portavoce per l’Alleanza con sede a Bruxelles per Affordable Solar Energy (AFASE) ha riferito che “Intensi negoziati sono ancora in corso.”

Sembrerebbe che l’UE abbia giò avanzato una proposta alla Cina e che sia in attesa di una risposta.
All’inizio di questa settimana, l’agenzia di stampa tedesca DPA, citando un documento riservato UE, ha riferito che la CE avrebbe fatto concessioni alla Cina.

Se non si raggiungerà un accordo entro il 5 agosto gli attuali dazi provvisori sulle importazioni di wafer, celle e moduli cinesi ora all’11,8% aumenteranno in media del 47,6%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA