Gaianews

Stare seduti per lungo tempo aumenta il rischio di diabete e malattie cardiache

Stare seduti diverse ore al giorno comprometterebbe la salute delle persone, indipendentemente dal fatto che si svolga una attività fisica regolare e quotidiana, così come indicano le linee guida internazionali

Scritto da Camilla Di Barbora il 17.10.2012

Stare seduti diverse ore al giorno comprometterebbe la salute delle persone, indipendentemente dal fatto che si svolga una attività fisica regolare e quotidiana, così come indicano le linee guida internazionali. Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Leicester, in collaborazione con i colleghi della Loughborough University, ha scoperto che passare molto tempo seduti – come accade alla maggior parte degli impiegati – aumenta il rischio di malattie cardiache, diabete e morte, e che compensare le ore di sedentarietà con un’attività fisica lieve o moderata non basta.

Lavoro in ufficio

La notizia si basa sui risultati di una revisione sistematica e di una meta-analisi che hanno unito i risultati di 18 studi osservazionali – condotti in Australia, Inghilterra, Canada, Germania, Giappone, Scozia e Stati Uniti, su una popolazione complessiva di quasi 800 mila persone – nei quali si mettono in relazione tempo trascorso seduti o sdraiati (da svegli) e rischio di diabete, malattie cardiovascolari e morte per malattie cardiovascolari (come infarto) o altra causa. 

Condotto da Emma Wilmot, ricercatrice del Gruppo di ricerca sul diabete dell’Università di Leicester e realizzato in collaborazione con i colleghi della nuova unità di ricerca biomedica su dieta, stile di vita e attività fisica dell’Istituto nazionale per la ricerca sulla salute (NIHR) di Leicester-Loughborough, lo studio è stato pubblicato su Diabetologia, la rivista dell’Associazione europea per lo studio del diabete, il 15 ottobre 2012.

Secondo la ricerca, coloro che rimangono seduti per lunghi periodi hanno un rischio di malattie cardiache, diabete e morte due volte maggiore degli altri. Il legame tra il peggioramento delle condizioni sanitarie e il tempo trascorso seduti è divenuto evidente già negli anni Cinquanta, quando si è scoperto che gli allora conducenti di autobus di Londra avevano due volte più probabilità di avere attacchi di cuore del resto della popolazione. I ricercatori temono che, a causa dei cambiamenti avvenuti nello stile di vita e nel mondo del lavoro, i problemi di salute associati ai comportamenti sedentari siano peggiorati. E citano i risultati di uno studio del 2011 secondo cui l’adulto medio trascorre oggi il 50-60% del proprio tempo in condizione di sedentarietà. La ricerca ha inoltre messo in evidenza che la correlazione più forte sussiste tra diabete e sedentarietà. Si tratta di una informazione importante, perché le persone con fattori di rischio per il diabete, come quelle obese, quelle originarie dell’Asia meridionale, o quelle con una storia familiare di malattia, possono limitare il rischio futuro di ammalarsi impegnandosi ad essere meno sedentarie.

Eppure, semplicemente limitando il tempo che passiamo seduti, potremmo essere in grado di ridurre di molto i rischi. “La soluzione sta nell’interrompere e nel sostituire il comportamento sedentario con lo stare in piedi o con una leggera attività fisica. Perché si può anche andare a correre tutti i giorni per 30 minuti, ma se il resto del tempo lo si trascorre seduti in poltrona o sulla sedia o sdraiati a guardare la televisione – concludono i ricercatori – “non si è di aiuto né a se stessi né alla propria salute.

Stuart Biddle, della Loughborough University e coricercatore dello studio, ha dichiarato “Ci sono molti modi per ridurre il tempo che trascorriamo seduti. Per esempio, chi lavora in ufficio ogni tanto potrebbe spostare il portatile su uno scaffale o su un archivio in modo da lavorare stando in piedi, così come si potrebbero organizzare riunioni in piedi e camminare durante la pausa pranzo. Una volta a casa, invece, sarebbe bene cercare di vedere meno la televisione e di dedicarsi ad attività non sedentarie”.

Fonte: E. G. Wilmot et alii, “Sedentary time in adults and the association with diabetes, cardiovascular disease and death: systematic review and meta-analysis”. Diabetologia, 15 ottobre 2012.

© RIPRODUZIONE RISERVATA