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Se il robot si impantana su Marte

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 06.09.2013

Quando un robot atterra su Marte uno dei pericoli che deve affrontare è la possibilità di impantanarsi. Se un rover si blocca, non c’è più niente da fare. Successe a Spirit nel 2009: rimase impantanato nella sabbia e non ci fu modo di tirarlo fuori. Per questo gli ingegneri della NASA e delle università che con essa collaborano sono concentrati a studiare e comprendere meglio l’interazione fra le ruote di un rover e i diversi tipi di terreno. E oggi sembra che siano stati fatti dei passi avanti che potranno essere utili già per Curiosity, prima che si inoltri su territori pericolosi

Secondo gli esperti, mentre il quadro è più chiaro per i rover pesanti, per i più leggeri, come quelli che scorrazzano su Marte, la questione è un po’ più complessa.
Un'immagine di Marte presa da Spirit

Per questo i ricercatori dell’Università di Washington a St. Louis e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, in California, hanno sviluppato un modello chiamato Artemis che simula con precisione la mobilità dei rover su vari tipi di terreno.

Il modello funziona come un videogioco : un utente inserisce comandi per, ad esempio, spostare il rover in avanti per una certa distanza, similmente a quanto avviene con gli ingegneri della NASA e i rover su Marte. La simulazione poi predice come si muoverà il rover in base alle proprietà del suolo sottostante, alle caratteristiche del veicolo e all’inclinazione di un terreno.

Il team ha testato il modello con osservazioni sul campo, anche con percorsi già effettuati dai rover su Marte e hanno scoperto che le simulazioni si comportavano proprio come i rover reali su vari terreni. I ricercatori hanno inoltre eseguito esperimenti in laboratorio.

“Disporre di un modello di fiducia che è davvero rappresentativo di come il rover si comporta, può aiutare i pianificatori delle missioni a fare progetti di percorso in un modo più sicuro,” dice il membro del team Carmine Senator, ricercatore del MIT. “Si potrebbe valutare che un percorso è più breve e più veloce, ma se il terreno non è quello che ci aspettavamo, può essere molto più pericoloso, quindi è meglio muoversi in un altro modo.”

Per sviluppare il suo modello, il team ha stimato le proprietà del suolo di Marte sulla base di una varietà di fonti di dati, tra cui le misurazioni del pianeta con sensori orbitanti e le immagini dei rover stessi, così come i dati sulla quantità di coppia necessaria per azionare una ruota attraverso un particolare tipo di terreno.

Il modello è stato raffinato con esperimenti in laboratorio in cui i ricercatori hanno creato un terreno simile a quello che si trova su Marte e poi sono passati ad esperimenti all’aperto.
Hanno potuto poi confrontare i dati relativi a questi esperimenti terrestri con quelli del rover Opportunity, soprattutto relativamente alle tracce delle ruote. In particolare, il team ha studiato il percorso del rover mentre attraversava una increspatura di sabbia in una regione chiamata Meridiani Planum, appena a sud dell’equatore del pianeta.

Artemis potrà essere usato per aiutare i pianificatori a tracciare percorsi più sicuri per Curiosity, che si prevede attraverserà territori impervi in futuro.

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