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Nasa conferma: l’oggetto brillante apparteneva a Curiosity

"Sembra trattarsi di un filo di materiale plastico, probabilmente di copertura, ma non è stato definitivamente identificato"

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 11.10.2012

Curiosity, è un rottame del rover l'oggetto brillanteLa Nasa ha confermato che l’oggetto brillante osservato dalle telecamere di Curiosity è un piccolo pezzo del rover marziano che si è apparentemente staccato, cadendo nella polvere del pianeta rosso.

I membri del team di Curiosity avevano avvistato lo strano oggetto luminoso domenica 7 Ottobre, mentre studiavano le foto del rover marziano durante la prima attività di scavo del terreno marziano. Curiosity poi trascorso gran parte del lunedì a fotografare ulteriormente il rottame, consentendo ai ricercatori di stabilire che probabilmente si tratta di un oggetto staccatosi dal rover, anche se hanno affermato di non essere sicuri esattamente di cosa si tratti, o se la sua assenza potrà influire sulla missione di Curiosity.

“La valutazione della squadra è che l’oggetto luminoso è qualcosa proveniente dal rover, e non materiale marziano,” hanno scritto i membri del team di missione in un aggiornamento. “Sembra trattarsi di un filo di materiale plastico, probabilmente di copertura, ma non è stato definitivamente identificato.”

I ricercatori continueranno a studiare l’oggetto per un altro giorno prima di decidere o meno di riprendere l’elaborazione del campione di terreno, che rimane ancora all’interno della paletta di Curiosity.

L’imprevisto ha rallentato di qualche giorno le operazioni di analisi del terreno previste per questa settimana, oltre che preoccupare non poco gli ingegneri che lavorano al progetto MSL, costato alle casse dei contribuenti americani circa 2,5 miliardi di dollari.

Già prima i tecnici si erano accorti di un altro danno subito dal rover: un rilevatore meteorologico è stato irreparabilmente danneggiato, forse da un sasso sollevatosi durante la discesa del rover, a causa del vento sollevato dai retrorazzi. Per fortuna i sensori erano due e gli scienziati cercheranno di calcolare le condizioni di vento con l’unico sensore rimasto.

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