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Aspirina per prevenire il cancro: meno 34% in 5 anni

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 26.11.2013

Secondo la Società Italiana di Medicina Generale l’aspirina si confermerebbe utile a prevenire il cancro. Con un comunicato, i medici, che si sono riuniti a congresso, hanno divulgato i risultati di una ricerca apparsa su The Lancet secondo la quale la mortalità si ridurrebbe del 34% in 5 anni di utilizzo. Secondo il presidente dell’associazione, Claudio Cricelli, “l’effetto positivo si estende a varie neoplasie”.

Aspirina

In Italia, secondo i dati del 2009 224.830 persone muoiono a causa di malattie cardiovascolari. Per quello che riguarda il cancro, invece, nel 2013 si stimano 366.000 nuove diagnosi di neoplasia e 173.000 morti.

La revisione di The Lancet è basata sull’analisi di 8 studi e coinvolge 23.535 pazienti. Questi hanno assunto per 5 anni la dose di aspirina che in genere viene prescritta per prevenire gli eventi cardiovascolari. I risultati parlano di una riduzione del 34% dopo 5 anni e del 20% dopo 20 anni.

“Il 2014 – afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG – sarà l’anno della prevenzione cardiologica e oncologica promosso dalla nostra società scientifica. Recentemente numerose ricerche hanno ipotizzato che nella scelta dell’utilizzo dell’aspirina, soprattutto in chi non ha mai avuto eventi cardiovascolari, debbano essere considerati anche i potenziali benefici che potrebbero derivare in ambiti patologici apparentemente distanti da quello delle malattie cardiovascolari. Se, in precedenza, il miglioramento della prognosi era limitato a pazienti con tumore del colon-retto, oggi questi dati estendono i benefici ad altri tipi di cancro, agli adenocarcinomi in generale”.

“La necessità di un periodo di latenza prima che l’effetto protettivo dell’aspirina cominci ad estrinsecarsi indica una possibile interferenza del farmaco con i meccanismi di cancerogenesi – conclude il dott. Cricelli -. Sulla base di queste ricerche, nell’elenco dei fattori che dovrebbero essere presi in considerazione nel calcolo beneficio/rischio di una terapia preventiva cardiovascolare con aspirina a bassa dose, è necessario annoverare anche gli effetti positivi aggiuntivi in termini di riduzione della mortalità per cancro, oltre al calo dell’incidenza delle metastasi”.

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