
Stamane gli operai dell’ILVA aderenti ai sindacati Fim Cisl e Uilm hanno portestato contro la chiusura dell’impianto. Si sono astenuti dal lavoro per due ore gli operai degli altoforni e dell’acciaieria che sono il fulcro produttivo dell’ILVA.
Fiom e CGIL non hanno aderito alla manifestazione per rispoetto della magistratura.
Gli operai scioperano contro la chiusura dell’impianto che dovrebbe conseguire dal provvedimento del GIP Patrizia Todisco, che ha impedito l’uso dei sei reparti centrali dell’acciaieria durante le operazioni di bonifica.
La protesta è iniziata il 13 agosto e i reparti si stanno avvicendando negli scioperi.
Stamane alcuni di quelli che hanno aderito hanno bloccato alune strade della città.
La chiusura dell’ILVA di Taranto sarebbe un colpo terribile per l’economia italiana: l’ILVA è una delle più grandi acciaierie in Europa e da questo stabilimento dipendono anche quelli di Novi Ligure e Genova, che sarebbero destinati a chiudere.
Per questo domani è atteso a Taranto l’arrivo dei ministri dello Sviluppo Passera dell’Ambiente Clini che si confronteranno con i rappresentanti dei diversi enti istituzionali e con i rappresentanti dell’ILVA. Sempre domani alle 8,30 è partirà il corteo del movimento “Cittadini liberi e pensanti” che è a favore del provvedimento del giudice Todisco. Il movimento ha rivendicato anche l’azione del 2 agosto che ha impedito il normale svolgimento della manifestazione dei sindacati.
Intanto Anna Maria Cancellieri, Ministro del’Interno, ha dichiarato a Unnomattina estate su Rai1, che con la vicenda dell’Ilva di Taranto “abbiamo sfiorato momenti delicatissimi. Non si sappiamo come si evolverà, ma io mi auguro che la situazione possa consentire l’attività dell’impresa.
“Se l’azienda dovesse chiudere gli impianti a caldo avremo dei problemi drammatici per tutta l’economia del Paese – ha detto – è un lusso che non possiamo permetterci – ha aggiunto – perché Ilva non è soltanto Taranto e migliaia di dipendenti, ma anche Genova e Novi Ligure. Ho fiducia nell’impegno dei ministri Passera e Clini, della magistratura e di quanti hanno a cuore l’Ilva, affinché si possano garantire sicurezza e salute ai cittadini e il lavoro ai dipendenti”
Nel frattempo anche il Ministro Clini ha dichiarato durante un’audizione alla Camera che ha chiesto all’Organizzazione Mondiale della Sanità di collaborare al controllo dell’inquinamento a Taranto. “Ho chiesto all’Oms, in particolare al Centro europeo ambiente e salute di Copenaghen di collaborare al controllo dell’inquinamento a Taranto e ho avuto la conferma dal presidente”.
IL Ministro, come aveva fatto già ina ltre occasioni, ha dichiarato che sono necessari dati aggiornati sull’inquinamento.
“Il Gip dice che l’impianto è una sorgente di rischio e fa riferimento ai dati della perizia che ha trovato un aumento della mortalità per alcune malattie. La perizia però parla di malattie croniche e tumorali, per cui è impossibile fare una correlazione con i rischi attuali.
“Chiudere l’Ilva sulla base delle indicazioni della perizia – ha concluso Clini – sarebbe come chiudere adesso le strade al traffico diesel perché si sa che 20 anni fa era un inquinante pericoloso per la salute. Ma nel frattempo ci sono stati cambiamenti”.