Non avendovi buon tuono, non possono avervi convenienza di società (bienséances). Mancando queste, e mancando la società stessa, non può avervi gran cura del proprio onore, o l’idea dell’onore e delle particolarità che l’offendono o lo mantengono e vi si conformano, è vaga e niente stringente. Ciascuno italiano è presso a poco ugualmente onorato e disonorato.
Giacomo Leopardi,
Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani

Il 4 ottobre scorso 13 sindaci di rispettivi paesi che insistono nel territorio del Parco Regionale dei Monti Lucretili hanno firmato un documento ufficiale nel quale chiedono al Presidente della Giunta della Regione Lazio, Renata Polverini e all’Assessore all’Ambiente e allo Sviluppo sostenibile Marco Mattei , l’abrogazione della legge regionale n°41, del 26.06.1989 istitutiva del Parco Regionale dei Monti Lucretili. In altre parole questi sindaci chiedono che il Parco venga chiuso.
Questo perchè da mesi il Parco ha visto ridursi i finanziamenti, anche quelli necessari al normale funzionamento, tanto che i mezzi sono fermi perchè non è possibile acquistare il carburante e pertanto nel Parco non si effettua più neanche il servizio di vigilanza.
Il documento infatti conferma che “l’Ente, da tempo ha esaurito le funzioni originariamente stabilite dalla sua istituzione per la tutela e lo sviluppo dei territori e vista la situazione di crisi economica nazionale e regionale per l’Ente Parco non si intravedono, in una prospettiva futura, possibilità di recupero e di ripristino degli obiettivi principali che erano alla base della sua istituzione.”
Il sindaco di Licenza, Giuseppe Rinaldi, ci tiene però a precisare che il documento è stata una provocazione necessaria causata dalla mancanza di fondi che impedisce qualsiasi tipo di sviluppo. Rinaldi infatti si dice completamente favorevole all’esistenza del Parco: ma è necessario che al Parco venga data la possibilità di svolgere le sue funzioni di sviluppo sul territorio.
Dello stesso parere è anche il sindaco di Palombara Sabina, Paolo Della Rocca, sottolinenado che forse il Parco avrebbe bisogno di una nuova perimetrazione che agevolasse le aziende agricole attualmente in grave difficoltà.
Dunque la provocazione era rivolta alla Regione Lazio, che negli ultimi anni ha sempre più ridotto i finanzanziamenti tanto da rendere appena possibili le attività indispensabili. Inoltre i finanziamenti arrivano sempre con grande ritardo rendendo tutta la gestione estremamente più complessa.
Il Direttore facente funzioni del Parco, ingegner Luciana Distaso, non rilascia dichiarazioni sostenendo che il problema è di natura amministrativa.
Incontattabile invece il commissario straordinario Giovanni Vassallo.
Va infatti detto anche che dall’agosto 2010 il Parco è commissariato, cioè non è stato nominato un presidente e non ha un direttore: Luciana Distaso è infatti un direttore facente funzione.
Contro questa situazione hanno provato ad intervenire i Verdi con un interpellanza alla Presidente Polverini. E anche Rifondazione Comunista ha affermato che “La Giunta Polverini e l’Assessore Mattei hanno uno strano modo di affrontare i temi ambientali delle Aree Protette. Il primo atto è stato quello di inviare commissari dotati di scarsa conoscenza e di carenze di studi ambientali. Il secondo, è stato di tagliare continuamente i fondi in modo da rendere impossibile l’ordinaria amministrazione, (…). Intanto la Giunta spende quasi sei milioni di euro per acquistare il giardinetto del principe Ruffo, a Paliano così da poter permettere agli speculatori di realizzare una bella lottizzazione nel monumento naturale Selva di Paliano e Mola dei Piscoli.”
Contro la demolizione delle Aree Protette allo stesso modo si sono schierate Sel e la CGIL.
Ma da parte dell’assessore all’Ambiente Marco Mattei e della Polverini nessuna risposta.
Abbiamo provato a contattare telefonicamente l’assessore Mattei inviando le domande che riportiamo alla fine dell’articolo alla sua addetta stampa dottoressa Enrica Cammarano, la quale ci aveva assicurato che l’assessore avrebbe almeno rilasciato una dichiarazione. Invece l’assessore non solo non ha risposto, ma non ha neanche dichiarato un “no comment”. La Cammarano più semplicemente ha smesso di rispondere al telefono.
In effetti la giunta Polverini ha ben altro a cui pensare che le questioni puramente ambientali. La settimana scorsa il Ministro Galan ha bloccato il Piano Casa della Giunta della Regione Lazio, che tra l’altro, rendeva più lasche le norme per l’edilizia anche nelle Aree Protette e nelle Aree Natura 2000, come nel caso del Monte Terminillo dove è allo studio l’ennesimo caso di realizzazione di piste da sci, sotto il nome di “valorizzazione turistica” e “sviluppo economico”. Ha dichiarato Galan “di fatto fanno un condono in aree vincolate, ma il condono è una materia nazionale. Il ruolo di qualsiasi ministro dei Beni culturali – ha proseguito Galan – è quello di tutelare il patrimonio culturale, questa legge tende a svilirlo e ad indebolirlo. È esattamente l’opposto di quello che ci vuole per il nostro Paese”.
L’aspetto singolare in questa situazione è il silenzio: del Direttore facente funzioni, del Commissario, dell’assessore all’Ambiente, del Presidente della Regione.
La situazione del Parco dei Lucretili è emblematica di tutti i Parchi regionali laziali che, più o meno, versano in condizioni in cui la minima gestione è estremamente difficile.
Dei dipendenti, delle Aree Protette, dei comuni che restano con gli Enti Parco in agonia, pare non occuparsi nessuno. Neanche chi deve farlo perchè stipendiato per questo.
L’amministrazione non ritiene sia importante rilasciare dichiarazioni o occuparsi di questioni che riguardano centinaia di persone, o perlomeno non ritengono importante rilasciarle a Gaianews.it.
Ma la questione principale, quella ambientale, finora, non è stata toccata e dovrebbe essere il fulcro di un’accesa discussione.
Del valore del paesaggio minacciato da uno sviluppo selvaggio nessun cenno. Serve forse ricordare che il Presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio è Roberto Carlino, il proprietario di una nota agenzia immobiliare le cui pubblicità appaiono sulle reti nazionali.
Il problema della qualità dell’acqua e dell’aria non trovano ambiti di analisi, ma il rischio è sia economico che della qualità della vita, nei termini di spese sanitarie e di costo del trattamento delle acque, sempre che l’acqua non diventi tanto inquinata da risultare inutilizzabile.
Della mancata tutela del suolo, i cui tragici effetti sono sotto gli occhi di tutti in questi giorni, del valore della biodiversità, nessuna menzione.
Purtroppo i beni naturali del nostro paese non sono sufficientemente valorizzati perchè sarebbero una ricchezza di tutti: meglio avallare politiche di sviluppo sfrenato che a nulla porteranno se non a costruire case che resteranno vuote, ma che arricchiranno poche persone a scapito della salute e del benessere di tutti.
E di questo, nel Lazio, nessuno sembra preoccuparsi.
Di seguito le domande che avremmo voluto rivolgere all’assessore, con la speranza che voglia indirizzarci una replica.
1) Il 4 ottobre scorso 10 sindaci di comuni presenti nel territorio del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, hanno richiesto tramite documento ufficiale a Lei, alla Presidente Polverini ed ai capigruppo consiliari della Regione l’abrogazione della legge che istituisce il Parco. Una richiesta, in parole povere, di chiusura del Parco in quanto da mesi non si riesce a garantirne la normale gestione a causa della scarsità di risorse finanziarie: i mezzi sono fermi e non si garantisce più neanche la sorveglianza. lI sindaco di Licenza, dottor Giuseppe Rinaldi, firmatario del documento, ha dichiarato di non essere affatto contrario al Parco, ma anzi di essere a favore, a patto però che il Parco riesca a svolgere le sue funzioni, riportando quindi il problema sui finanziamenti.
Come giudica l’azione di questi 10 sindaci?
2) Negli ultimi anni i finanziamenti ai Parchi regionali sono stati decurtati in grandi percentuali e i ridotti finanziamenti arrivano con eccessiva lentezza rendendo estremamente difficoltosa la gestione dei parchi. Quali soluzioni prospettate per risolvere questi due problemi, cioè la scarsità dei finanziamenti e la lentezza nell’erogazione?
3) Se ci sono, quali sono secondo Lei le funzioni imprescindibili di queste aree verdi della Regione? Quali sono gli aspetti che ritiene vadano preservati e quali sono invece secondo Lei da cambiare o migliorare?
4) Il Parco dei Lucretili è attualmente retto da un presidente facente funzioni e da un commissario: quali difficoltà si incontrano per cui da mesi non sono stati nominati un presidente e un direttore, non solo in questo Parco, ma anche in altre Aree Protette del Lazio?
Se hai segnalazioni sui Parchi regionali del Lazio, contatta la redazione a questo indirizzo : redazione@gaianews.it
È una vergogna, che la Regione Lazio non tuteli il proprio territorio. Ma d’altronde cosa c’è da aspettarsi, se il presidente della Commissione Ambiente in realtà si occupa di Mobili?