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Fusione nucleare, dimostrata fattibilità del più grande stellarator in Germania

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 08.12.2016

Il futuro dell’umanità dipende dall’energia e da tempo la scienza e la tecnica cercano una fonte inesauribile che possa risolvere i tanti problemi che la carenza di fonti abbondanti di combustibile hanno causato alla società contemporanea. La fonte naturalmente ci sarebbe, ed è la sorella pulita della fissione nucleare. Si tratterebbe di fondere insieme atomi di deuterio, la versione pesante dell’atomo di idrogeno, per ottenere una quantità molto alta di energia ed elio come prodotti finali. Tutto questo avviene nel Sole già da 4,5 miliardi di anni e gli scienziati sono anche riusciti a riprodurre il fenomeno nelle bombe H (H sta appunto per idrogeno).

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Purtroppo, imbrigliare questa fonte inesauribile per usi civili si è rivelato un bel rompicapo, e da tempo gli scenziati continuano a posporre la data di inizio dei test del primo Tokamak presso l’ITER, il reattore sperimentale in costruzione nel sud della Francia che dovrebbe dimostrare per la prima volta la fattibilità di questo tipo di tecnologia, che confina il plasma supercaldo grazie a potenti campi magnetici in un toroide (una figura geometrica a forma di “ciambella”).

Tuttavia, il tokamak non è l’unica possibilità. In Germania è appena stato dimostrato che un altro modello di confinamento, lo stellarator, potrebbe confinare il plasma in modo più semplice e senza la necessità di produrre correnti per scaldarlo fino alla temperatura di innesco della fusione, circa 150-200 milioni di gradi.

Il vantaggio dello stellarator è che grazie a campi magnetici di confinamento tridimensionali, la progettazione sarebbe molto più semplice, nonostante in apparenza il design è molto più complicato. E la fattibilità di questa tecnologia è appena stata dimostrata in Germania presso il Max Plank Institute per la Fisica del Plasma, che hanno testato uno stellarator di incredibile complessità (e il più grande al mondo).

In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, i ricercatori che lavorano a questo prototipo, che si chiama Wendelstein 7-X, hanno detto che lo strumento lavora come da calcoli e con un’inaudita precisione.

“L’attenta e personalizzata topologia delle superfici che producono i campi magnetici, le quali sono innestate tra loro, sono necessarie per realizzare un buon confinamento, e la deviazione rispetto ai calcoli è di una parte su 300mila”, hanno scritto i ricercatori nello studio.

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“Questo è un significativo passo avanti che mostra che la complicata e unica topologia può essere creata e verificata con la precisione richiesta.”

Anche se lo stellarator tedesco non è un modello che potrebbe generare sufficiente energia di quella assorbita per il confinamento del plasma – e i ricercatori tengono a precisare che non è in vista un nuovo prototipo nel breve periodo – provare la fattibilità tecnica di uno stellarator di tale complessità potrà aiutare gli scienziati a produrre un giorno il modello perfetto per un eventuale reattore.

“Wendelstein 7-X ha appena iniziato le operazioni, con l’intenzione di scoprire problemi pratici che possano essere facilmente risolti e per provare l’effettiva convenienza del complicato design rispetto ad altri modelli di confinamento più semplici,” spiegano i ricercatori nello studio.

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