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L’antica connessione geologica tra Francia e Inghilterra

Scritto da Leonardo Debbia il 05.10.2018

Nel corso della sua storia, la superficie del nostro pianeta ha cambiato molte volte il suo aspetto.

Scatenando la fantasia e supponendo che un astronauta terrestre avesse lasciato la Terra 600 milioni di anni fa per tornarvi oggi, non saprebbe più riconoscere il suo vecchio pianeta e ritrovare il punto di inizio del suo viaggio.

In tutto questo tempo, infatti, le placche costituenti la litosfera, nella loro ‘navigazione’ sul mantello, si sono frammentate, scontrate, ricomposte e ancora frammentate più volte, in cicli della durata media di 200-300 milioni di anni, dando origine a combinazioni e disposizioni estremamente varie, cui tuttavia sono stati assegnati nomi ben identificativi, nelle ricostruzioni operate dagli studiosi della Terra e fondate su dati astronomici, litologici e paleontologici.

Illustrazione di come i microcontinenti di Laurentia, Avalonia e Armorica avrebbero potuto entrare in collisione per dar luogo a Inghilterra, Scozia e Galles (crediti: Università di Plymouth)

Illustrazione di come i microcontinenti di Laurentia, Avalonia e Armorica avrebbero potuto entrare in collisione per dar luogo a Inghilterra, Scozia e Galles (crediti: Università di Plymouth)

Fino ad oggi, tra i geologi era opinione diffusa che la grande isola britannica (Inghilterra, Galles e Scozia) avesse avuto una genesi comune, scaturita dalla collisione e poi dalla fusione tra i microcontinenti di Avalonia e di Laurentia, durante i cicli di frammentazione di oltre 400 milioni di anni fa, di cui si è detto sopra.

Ora, i geologi dell’Università di Plymouth, Regno Unito, ritengono invece che in quel processo di formazione sia stato coinvolto anche un terzo microcontinente, l’Armorica.

La notizia, corredata da opportuni chiarimenti, è stata divulgata dalla rivista Nature Communications, come risultato di uno studio approfondito sulle proprietà mineralogiche degli affioramenti rocciosi esistenti lungo il Devon e la Cornovaglia, che rivelano un netto confine tra le due contee, con le aree settentrionali che condividono le loro radici geologiche con il resto dell’Inghilterra e del Galles, mentre tutta l’area meridionale è geologicamente collegata alla Francia e al resto dell’Europa continentale.

Tra le altre cose, gli scienziati ritengono che lo studio effettuato possa spiegare l’abbondanza, nell’estremo Sud dell’Inghilterra, di stagno e di tungsteno, metalli che si ritrovano anche in Bretagna e in altre aree dell’Europa continentale, ma non così abbondanti quanto nel resto del Regno Unito.

“Questo è un modo completamente nuovo di pensare il modo in cui si è formata la Gran Bretagna”, sostiene l’autore principale della ricerca, dottor Arjan Dijkstra, docente di Petrologia vulcanica. “Si è sempre pensato che il confine tra Avalonia e Armorica fosse al di sotto di quello che sembrererbbe essere il confine naturale della Manica, ma i nostri risultati suggeriscono che anche se non è visibile una linea fisica ben evidente sulla superficie terrestre, esiste tuttavia un netto confine geologico che separa la Cornovaglia e il Devon meridionale dal resto del Regno Unito”.

Per giungere a queste conclusioni, il dottor Dijkstra e il collega Callun Hatch (ora curatore al Museo di Storia Naturale) hanno visitato 22 siti, tra Devon e Cornovaglia, che erano rimasti esposti, in seguito ad eventi geologici, come le eruzioni vulcaniche sotterranee, verificatisi 300 milioni di anni fa e che hanno portato alla risalita del magma dalle profondità di 100 chilometri fino in superficie.

I due ricercatori hanno prelevato campioni di roccia da ciascun sito e li hanno sottoposti ad analisi chimiche in laboratorio, utilizzando la spettrometria a raggi X.

I campioni sono stati disciolti in acido per un’analisi isotopica più intensiva, con cui gli studiosi hanno esaminato i livelli di due elementi – lo stronzio e il neodimio – per comprendere meglio la storia completa delle rocce.

I risultati ottenuti sono stati poi confrontati con studi precedenti, svolti nel Regno Unito e nell’Europa continentale, riconoscendo quindi il confine netto che corre dall’estuario del fiume Exe, nell’Est, a Camelford, cittadina della Cornovaglia, nell’Ovest della regione.

“Abbiamo sempre saputo che circa 10milioni di anni fa si sarebbe stati in grado di camminare dall’Inghilterra alla Francia senza bagnarsi i piedi”, aggiunge il dott. Dijkstra. “Ma i nostri risultati evidenziano che già milioni di anni prima i legami tra i due paesi erano stati ancora più forti, spiegando così l’immensa ricchezza mineraria del Sud-ovest dell’Inghilterra, considerata in precedenza come un mistero, e forniscono una nuova, affascinante visione della storia geologica del Regno Unito”.

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