Combattenti ribelli hanno sequestrato il compound di Muammar Gheddafi nella capitale, Tripoli, e festeggiano quella che considerano una vittoria importante sul leader libico e le sue truppe lealiste. Intanto il colonnello e suo figlio sembrano scomparsi nel nulla.
I ribelli hanno combattuto per conquistare la residenza-bunker Bab al-Aziziya, nonostante il fuoco pesante delle forze pro-Gheddafi. Centinaia di ribelli sono penetrati armati nella fortezza da una breccia ad ovest e hanno occupato i luoghi simbolo, come l’edificio colpito da un missile americano e il pugno che stringe un aereo americano in segno di vittoria del colonnello sugli USA. Ormai pagine da consegnare alla storia.
Un fumo nero ha riempito il cielo di Tripoli per l’intero pomeriggio, mentre spari ed esplosioni hanno continuato intorno al complesso e in diverse altre parti della città.
Non è chiaro se Gheddafi o dei membri del suo entourage siano rimasti nel complesso, nella città di Tripoli o nei cunicoli sotterranei che potrebbero nasconderli per molto tempo. Funzionari americani a Washington hanno detto oggi che Gheddafi potrebbe essere ancora in Libia.
A New York, il Vice Ambasciatore della Libia delle Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi, ha detto ai giornalisti che si aspetta una Tripoli completamente liberata entro le prossime 72 ore.
Il ministro degli Esteri dell’Unione europea Catherine Ashton ha detto martedì che il leader politico dei ribelli, Mustafa Abdel Jalil, le ha comunicato che le sue forze hanno il controllo dell’80 per cento del capitale libica.
Nel frattempo, i ribelli libici affermano di avere preso il controllo del porto petrolifero orientale di Ras Lanuf, sempre oggi. Il porto petrolifero si trova ad est, sulla strada per la città natale di Gheddafi, Sirte.
Una portavoce della NATO, Oana Lungescu, ha detto ai giornalisti a Bruxelles che la missione della NATO in Libia non è finita, e che continuerà le operazioni militari fino a quando tutti gli attacchi e le minacce di attacchi contro i civili non cesseranno.
Il portavoce militare della NATO, il colonnello Roland Lavoie, ha aggiunto che le forze NATO non sono in Libia per Gheddafi, ma che l’alleanza interferrà “laddove è necessario” per proteggere i civili.
Dove sia attualmente Gheddafi rimane un mistero. Suo figlio e quello che sarebbe probabilmente diventato il suo erede, Seif al-Islam, con aria di sfida è apparso in città nella serata di lunedì dicendo che suo padre era ancora a Tripoli e che il suo governo aveva ancora sotto controllo la città.
I ribelli in precedenza avevano affermato di aver arrestato Seif al-Islam, ma Saif ieri notte ha parlato con i giornalisti stranieri nell’Hotel Rixos guidando poi un convoglio di veicoli nelle zone ancora lealiste, dove le immagini televisive hanno mostrato sostenitori che lo applaudivano.
La Corte penale internazionale in un rapporto di oggi ha contestato che in precedenza avesse confermato la detenzione Seif al-Islam, dicendo che la corte non ha mai ricevuto nulla di ufficiale da parte del Consiglio nazionale di transizione libico.
Fonti dei ribelli hanno anche detto che un altro dei figli di Gheddafi – Mohammed – è sfuggito agli arresti domiciliari lunedì. Un terzo figlio è apparentemente ancora in detenzione.
Il capo del consiglio nazionale di transizione Mustafa Abdel Jalil ha dichiarato che Gheddafi riceverà un giusto processo se catturato, e che il “vero momento della vittoria” sarà quando verrà preso in custodia.