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Legame tra livello di ossigeno nel sangue e proteina del cancro

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 15.05.2010

Vasi sanguigniLa ricerca può aiutare a trattare casi di retinoblastoma e cancro al seno

USA – Come spesso accade in scienza, le scoperte avvengono per caso. Quella che è iniziata come una ricerca per tentare di preservare la vista ai malati di diabete è diventata una ricerca su come preservare la vista ai bambini affetti da retinoblastoma.

Dolores Takemoto, professore di Biochimica presso la Kansas State University, che stava cercando nelgli occhi  la proteina Kinase C, un enzima, ha visto il suo lavoro prendere una nuova e affascinante strada, scoprendo che c’era una correlazione tra la proteina  Coonexin46 e l’ipossia – una deficienza di ossigeno che uccide le normali cellule dei tessuti umani.

In base ai dati dello studio, il Coonexin46, o Cx46, appare nel corpo durante periodi di basso livello di ossigeno nel sangue. Oltre che dietro l’occhio, che è l’unica parte del corpo che ha naturalmente un basso livello di ossigeno, il Cx46 è anche presente nelle cellule tumorali, dal momento che esse si isolano dai vasi sanguigni, creando appunto un ambiente ipossigenato.

Takemoto crede che la scoperta possa portare a importanti passi avanti nella cura del retinoblastoma, un tumore che si forma nel tessuto della retina – gli strati fotosensibili del tessuto nervoso nella parte posteriore dell’occhio. Negli USA, dove lo studio è stato effettuato, circa 300 bambini sotto i 5 anni ogni anno soffrono di questa patologia, secondo il National Cancer Institute.

“Quando un bambino viene da me con un retinoblastoma in un occhio è spesso troppo tardi  per salvare l’occhio, e la malattia si estenderà anche all’altro occhio”, dice Takemoto.

Una volta che l’occhio diventa canceroso, deve essere rimosso per evitare che il tumore si diffonda. Troppo spesso, però, dice Takemoto, dal momento in cui il tumore viene diagnosticato in un occhio sta già passando all’altro, rendendo il bambino completamente cieco.

Attraverso le sue ricerche, Takemoto crede nella creazione di una medicazione con siRNA (RNA interferente breve) che potrebbe essere iniettata una volta al mese nell’occhio sano, prevenendo la crescita del tumore. Il siRNA, Acido Ribonucleico interferente breve, è una classe di RNA che può essere usata per interferire con l’espressione di uno specifico gene. In questo caso, il siRNA dovrebbe sopprimere il Cx46, che permette al tumore di esistere in un ambiente ipossigenato. In questo modo, si può prevenire la sua crescita lasciandolo allo stadio iniziale.

Usando cavie di laboratorio con retinoblastoma, Takemoto ha dimostrato che l’uso di un siRNA adatto previene la formazione del tumore. Inoltre, attraverso le varie fasi di test, Takemoto assieme ad un’altra scienziata dell’Università del Kansas, Thu Annelise Nguyen, specializzata in tossicologia, ha individuato livelli significativi di Cx46 anche effettuando la biopsia di tumori al colon e alla mammella.

“Ogni volta che c’è una mancanza di ossigeno nel corpo, il Cx46 appare,” dice Takemoto.

Oltre ai tumori, Takemoto ritiene che queste scoperte potranno aiutare a ideare trattamenti in malattie cardiache gravi o croniche, attacchi di cuore, ischemia della retina, ischemia cerebrale, problemi di pressione sanguigna e glaucoma, tutte patologia che hanno a che fare con la cattiva ossigenazione di parti del corpo umano.

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