Gaianews

Collirio alla curcuma per curare il glaucoma

Scritto da Leonardo Debbia il 05.08.2018

In altre occasioni abbiamo avuto modo di parlare della curcuma – particolarmente per quanto riguarda la specie Curcuma longa – e delle sue tante proprietà antinfiammatorie, che sono state oggetto di studio e di applicazione in svariati campi della medicina.

Oggi, a quanto già conosciuto, vengono ad aggiungersi i risultati di un nuovo studio, condotto dall’University College e dell’Imperial College di Londra.

Curcuma in polvere

I ricercatori britannici hanno scoperto che la curcumina, il suo pigmento vegetale giallo-arancio conosciuto da secoli e già utilizzato nell’industria alimentare e cosmetica, potrebbe essere usato in medicina come collirio per trattare le fasi iniziali del glaucoma.

Nel relativo articolo, apparso sulla rivista Scientific Reports, viene sostanzialmente proposto un nuovo metodo per poter far giungere la curcumina direttamente nella parte posteriore dell’occhio, purchè il collirio superasse l’ostacolo della scarsa solubilità del prodotto.

Dalle sperimentazioni sulle cavie da laboratorio, il team ha scoperto che la curcumina può ridurre la perdita di cellule retiniche, fenomeno noto per essere il primo segnale della possibile presenza di glaucoma.

“La curcumina è un composto eccitante che si è dimostrato promettente nel rilevare e trattare la neurodegenerazione implicata in numerose condizioni patologiche dell’occhio e del cervello, dal glaucoma alla malattia di Alzheimer”, afferma la professoressa Francesca Cordeiro, dell’Institute of Ophtalmology presso il Britain’s University College di Londra. “La possibilità quindi che la somministrazione possa venire effettuata mediante un collirio rappresenterebbe un formidabile aiuto per milioni di persone”.

Ora, si sta studiando il modo in cui poter utilizzare questo collirio anche come strumento diagnostico per tutta una serie di condizioni patologiche.

Il glaucoma consiste in una condizione patologica dell’occhio che colpisce oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo, portando alla cecità irreversibile in un caso su dieci.

L’evoluzione della patologia provoca principalmente la perdita di cellule gangliali della retina, un tipo di neuroni situati sulla sua superficie.

Arrestare il più precocemente possibile la perdita di queste cellule non è ancora possibile e diventa quindi l’obiettivo primario della ricerca sul glaucoma.

Studi precedenti hanno dimostrato che la curcumina, se somministrata per via orale, è in grado di proteggere le cellule gangliari della retina.

La somministrazione orale, tuttavia, non è facile perchè la curcumina ha una scarsa solubilità, non si dissolve cioè facilmente e viene assorbita nel flusso sanguigno. Per un’efficacia terapeutica sarebbe necessario che i pazienti la assumessero in compresse; ma ne servirebbero in grandi quantità (fino a 24 al giorno), il che probabilmente potrebbe produrre effetti gastrointestinali indesiderati.

Il team ha sviluppato quindi un nuovo ‘nano-vettore”, un mezzo in cui la curcumina viene trasportata all’interno di un liquido tensioattivo combinato con uno stabilizzante, entrambi riconosciuti come sicuri per l’uso umano e già presenti in prodotti per gli occhi.

Questo sistema potrebbe fornire carichi molto più elevati di curcumina rispetto ad altri prodotti in fase di sviluppo, aumentando la solubilità del composto di quasi 400mila volte e localizzando la curcumina negli occhi anzichè disperderla in tutto il corpo, senza effetti collaterali.

I ricercatori hanno inizialmente testato il prodotto su cellule utilizzate per intervenire sul glaucoma, prima di condurre sperimentazioni su cavie con condizioni oculari che comportano la perdita di cellule gangliari retiniche.

Nelle cavie, usando il collirio due volte al giorno per tre settimane, la perdita di cellule gangliari della retina si è significativamente ridotta rispetto alle condizioni di partenza.

Il trattamento è risultato perciò ben tollerato, senza segni di irritazione o infiammazione agli occhi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA