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Scoperta l’antica presenza in Europa del batterio Salmonella Paratyphi C

Scritto da Leonardo Debbia il 05.08.2018

La ricerca sul genoma di resti ossei condotta dall’Università di Warwick, in Gran Bretagna, suggerisce che la febbre paratifoide, malattia che colpisce il tratto enterico, un tempo potenzialmente letale e oggi sempre molto diffusa nei paesi caldi, era già presente nell’Europa medievale.

La malattia, chiamata anche paratifo, è dovuta ad una infezione da Salmonella Paratyphi C, uno dei tre diversi sierotipi dell’agente patogeno del genere Salmonella che, per la sua pericolosità, può provocare anche la morte e la cui presenza remota è stata ritrovata in uno scheletro umano di 800 anni fa, scoperto a Trondheim, in Norvegia.

Ricostruzione del volto della giovane donna (crediti: Caroline Wilkinson, Mark Roughley, Ching Liu e Kathryn Smith, del Face Lab presso la John Moores University, per i rispettivi contributi alla riproduzione facciale)

Ricostruzione del volto della giovane donna (crediti: Caroline Wilkinson, Mark Roughley, Ching Liu e Kathryn Smith, del Face Lab presso la John Moores University, per i rispettivi contributi alla riproduzione facciale)

Ora gli scienziati ipotizzano che l’insorgenza e l’evoluzione della febbre paratifoide potrebbe essere connessa alla progressiva domesticazione dei suini in tutta l’Europa settentrionale.

La ricerca in proposito è stata condotta da un team internazionale di studiosi, sotto l’égida del professor Mark Achtman, della Warwick Medical School presso l’Università omonima.

La loro analisi del Pan-genoma – l’insieme, cioè, delle informazioni genomiche ottenute tramite il sequenziamento di una specie tra i ceppi di tutte le specie batteriche – della Salmonella antica e moderna dimostra una stabilità genomica del lignaggio del Paratifo C, rimasto invasivo per millenni.

I risultati sono accessibili sulla rivista Current Biology.

Achtman ed il suo team hanno analizzzato il DNA batterico reperito nei denti e nelle ossa dello scheletro di una giovane donna, che si ritiene fosse migrata a Trondheim dalle aree più settentrionali della Scandinavia o della Russia nord-occidentale nei suoi primi anni dell’adolescenza per morire poi intorno all’età di 19-24 anni.

E’ stato ricostruito il genoma della Salmonella Paratyphi C, che ha trovato un fertile terreno in un’area con scarsa igiene e mancanza di acqua potabile pulita, condizioni che indubbiamente favorirono l’insorgenza della malattia che causò il decesso della giovane.

Gli studiosi hanno anche concluso che questi batteri furono la causa della persistente presenza della febbre paratifoide nell’Europa settentrionale dell’epoca.

“Il batterio Paratyphi C è molto raro, oggi, in Europa e in Nord America, tranne che per viaggiatori occasionali provenienti dall’Asia medio-orientale o dall’Africa, dove la malattia è comune”, sostiene infatti Achtman. “Questo è il primo caso di un ritrovamento in resti umani antichi in Europa, che è sorprendente perchè altre Salmonelle sono oggi ben più comuni: la Salmonella Typhi che causa la febbre tifoide e la Salmonella che causa intossicazione alimentare. All’inizio dello scorso anno, è stata accertata la presenza di Paratyphi C in uno scheletro rinvenuto in Messico e datato al 1545 d.C., probabilmente entrato in America con l’arrivo degli Europei”.

I nuovi risultati includono analisi comparative del genoma di Paratyphi C trovato nello scheletro norvegese con sequenze moderne di Salmonella desunte da EnteroBase, un database online sviluppato presso l’Università di Warwick e utilizzato a livello internazionale.

Si è così scoperto che Paratyphi C rappresenta i discendenti evolutivi di un antenato comune all’interno del proprio lignaggio, che include il Choleraesuis, il batterio che causa setticemia nei suini e nei cinghiali e nel Tiphisuis che causa la Salmonellosi suina epidemica nei suini domestici.

Queste diverse specificità dell’ospite si sono evolute probabilmente in Europa negli ultimi 4000 anni e coincidono con i tempi di addomesticamento dei suini in tutta Europa.

“Usando EnteroBase siamo stati in grado di definire il lignaggio del Paratyphi C da 50mila genomi enterici moderni di Salmonella e abbiamo scoperto che durante la sua storia di 3000 anni si sono verificati solo alcuni cambiamenti genomici all’interno del lignaggio del Paratyphi C”, ha concluso il professor Achtman. “Oltre ad approfondire la nostra comprensione della Salmonella enterica, la nostra ricerca ha così messo in luce la contaminazione avvenuta durante il periodo neolitico tra gli umani e i loro animali domestici”.

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