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Una nuova classe di esopianeti

Scritto da Leonardo Debbia il 10.11.2021

Con il termine di esopianeta si intende un corpo celeste che è simile per struttura e dimensioni ai pianeti del sistema solare ma orbita al di fuori, nel cosiddetto ‘spazio esterno’.

Gli astronomi hanno ora identificato una nuova classe di esopianeti, molto diversi dai nostri vicini, ma che potrebbero ospitare la vita – nella sua accezione più ampia – o anche semplicemente accelerarne notevolmente la ricerca al di fuori del nostro Sistema solare.

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Ricercando tracce di vita su altri mondi, gli astronomi hanno osservato per lo più pianeti che fossero il più possibile simili alla Terra per dimensioni, massa, temperatura e composizione atmosferica.

Gli astronomi dell’Università di Cambridge ritengono invece che al di fuori del sistema solare esistano anche altre possibilità, forse molto ‘diverse’, forse al limite dell’immaginazione e hanno così identificato una nuova serie di pianeti abitabili, che hanno soprannominato Hycean; pianeti caldi, ricoperti di oceani, con atmosfere ricche di idrogeno, e ne hanno trovato in quantità più numerose e osservabili dei pianeti simili alla Terra.

Il termine Hycean è composto da Hy per Hydrogen e il suffisso –cean ad indicare ‘oceano’, un nuovo termine che caratterizzerebbe corpi celesti coperti in gran parte da oceani, immersi in atmosfere ad alto contenuto di idrogeno.

Secondo gli scienziati del cosmo i risultati, riportati su The Astrophysical Journal, farebbero intravvedere una discreta possibilità di trovare tracce di vita in questa tipologia di pianeti al di fuori del Sistema solare entro i prossimi 2-3 anni.

I pianeti Hycean aprono una strada completamente nuova nella ricerca di vita aliena’, afferma Nikku Madhusudhan, dell’Istituto di Astronomia di Cambridge, posto alla guida della ricerca.

Molti pianeti Hycean sono più grandi e più caldi della Terra ma hanno le caratteristiche per ospitare vasti oceani dove potrebbero trovarsi forme di vita microbica simili a quelle che si trovano in ambienti acquatici estremi sulla Terra.

Questi pianeti hanno anche zone abitabili più ampie rispetto agli esopianeti simili alla Terra.

Il primo dei pianeti Hycean è stato individuato trent’anni fa e da allora ne sono stati scoperti a migliaia. Le loro dimensioni oscillano da quelle della nostra Terra a quelle di Nettuno e spesso vengono anche chiamati super-Terre o mini-Nettuno. Si presentano sia come pianeti rocciosi, sia come giganti di ghiaccio avvolti da atmosfere ricche di idrogeno.

Finora si è ritenuto che gli interni di questi corpi celesti sarebbero privi di consistenza rocciosa come la Terra e in superficie le temperature sarebbero troppo elevate, dell’ordine di 200 gradi centigradi, per sostenere la vita come la intendiamo noi.

Pure, un recente studio condotto da Madhusudhan sul mini-Nettuno K2-18b, ha confutato queste limitazioni, sostenendo che in determinate condizioni la vita sarebbe possibile anche con le condizioni individuate.

Da questa considerazione ha preso il via la formazione della classe dei pianeti Hycean che disporrebbero – come detto dianzi – di enormi oceani a livello planetario, coperti da atmosfere ricche di idrogeno. Le dimensioni potrebbero essere 2,6 volte maggiori della Terra e le temperature atmosferiche potrebbero raggiungere i 200 gradi °C, ma le condizioni oceaniche potrebbero consentire ugualmente una vita microbica, come è avvenuto sulla Terra.

I pianeti Hycean potrebbero essere sia mondi ‘oscuri’, con possibilità di vita solo sui lati ‘notturni’ o su aree protette comunque dalle radiazioni delle rispettive stelle.

Al momento è stato scoperto un certo numero di questi pianeti a distanze comprese tra i 35 e i 150 anni-luce, ma l’obiettivo primario è ora lo sfruttamento di telescopi spaziali di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope, che dovrebbe essere lanciato quest’anno.

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