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Nuova teoria sulla formazione della Luna

Scritto da Leonardo Debbia il 26.03.2018

Di recente è stata formulata una nuova spiegazione sull’origine della Luna.

Non se ne sentiva di certo il bisogno, dal momento che di teorie sull’argomento ne sono state avanzate un buon numero. Ma tant’è! Dal momento che la ricerca porta continuamente nuovi dati e nuove scoperte, vediamo di esporre questa nuova teoria.

La ricostruzione artistica mostra la Luna calda e fusa che emerge da una sinestia, una gigantesca 'ciambella' rotante di roccia vaporizzata (crediti: Sarah Stewart / UC Davis)

La ricostruzione artistica mostra la Luna calda e fusa che emerge da una sinestia, una gigantesca ‘ciambella’ rotante di roccia vaporizzata (crediti: Sarah Stewart / UC Davis)

Il nuovo modello è stato proposto congiuntamente da due ricercatori, Sarah Stewart, dell’Università della California, Davis e Simon Lock, della Harvard University, Massachusetts.

Va detto, per la verità, che questo modello risolverebbe diversi problemi e risponderebbe a qualche interrogativo sulla formazione lunare.

I risultati sono stati pubblicati il 28 febbraio scorso sul Journal of Geophysical Research Planets.

I due ricercatori pensano ad una Luna che si sia formata all’interno della Terra primigenia, allorchè il nostro pianeta non era ancora, di fatto, un pianeta ma soltanto una nube ribollente di roccia vaporizzata, che è stata chiamata sinestia.

“Il nuovo studio spiega caratteristiche della Luna altrimenti difficili da spiegare con le teorie attualmente in voga”, afferma Sarah Stewart, che è docente di Scienze della Terra e dei Pianeti all’Università Davis. “La Luna è chimicamente molto simile alla Terra. Con alcune differenze, però. E questo è il primo modello più vicino al modello ideale della formazione e della composizione lunare”.

Gli attuali modelli di formazione ipotizzano che il nostro satellite sia il risultato di un urto violento tra la Terra primigenia o proto-Terra e un corpo celeste di dimensioni simili a quelle di Marte, a cui è stato dato il nome di Theia.

Secondo il modello generalmente accettato, la collisione tra la Terra e Theia ha scagliato roccia e metalli in orbita che si sarebbero poi fusi per generare la Luna.

Fin qui, la maggior parte delle teorie paiono concordare.

La nuova teoria si basa invece su una ‘sinestia’, un nuovo tipo di oggetto planetario, proposto da Stewart e da Lock.

Una sinestia si forma quando una collisione tra oggetti di dimensioni planetarie si traduce in una massa di roccia fusa e vaporizzata in rotazione rapida, con una parte del corpo in orbita attorno a sé. L’intero oggetto si presente simile ad una gigantesca ciambella di roccia vaporizzata.

Le sinestie, in genere, non hanno una lunga durata. Probabilmente, dopo qualche centinaia di anni, si restringono rapidamente mentre irradiano calore, facendo condensare il vapore in liquido e infine collassano in un pianeta allo stato fuso.

“Il nostro modello inizia con un gigantesco impatto che genera una sinestia”, dichiara Lock. “La Luna si forma all’interno della Terra vaporizzata, a temperature che vanno da 2200 a 3300 gradi centigradi e pressioni di decine di atmosfere”.

Un vantaggio del nuovo modello, secondo Lock, è che ci sono diversi modi per formare una sinestia, che non è necessariamente conseguente ad una collisione con un oggetto di determinate dimensioni e che si dovrebbe verificare seguendo sempre le stesse modalità.

Ad ogni modo, una volta formatasi la Terra-sinestia, frammenti di roccia fusa sarebbero stati proiettati in orbita a seguito dell’impatto, andando a costituire il germe della futura Luna. La roccia silicata vaporizzata si sarebbe condensata sulla superficie della sinestia, mentre ricadeva sulla proto-Luna e la stessa Terra-sinestia gradualmente si sarebbe compattata, restringendosi.

Alla fine, la Luna sarebbe emersa dalle nuvole della sinestia trascinandosi dietro la propria atmosfera di vapore e roccia.

La Luna avrebbe quindi ereditato la sua composizione dalla Terra, ma poiché si era formata ad alte temperature, avrebbe perduto gli elementi vaporizzati, spiegando così la sua differente composizione.

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