Lo studio ha preso in considerazione i dati dal 1992 e i risultati hanno dimostrato che c’è una perdita della massa dei ghiacciai nelle calotte, ma il modo in cui i ghiacci si sciolgono è molto diverso in Groenlandia e in Antartide. E questo rende molto difficile stabilire come avverranno gli scioglimenti nei prossimi anni
Recentemente l’Unione Europea ha pubblicato un documento sui cambiamenti climatici che sarà utile per comprendere come adattarsi e reagire alle emergenze. Secondo una ricerca americana, però, per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici sono necessari dati raccolti su decine di anni. L’argomento è infatti di una tale complessità che richiede studi a lungo termine
Le foreste del Bacino del Congo sono un patrimonio fondamentale per la sopravvivenza di 60 milioni di persone e hanno un ruolo importante nella gestione dei cambiamenti climatici a livello globale. Oggi però sono a rischio sovrasfruttamento e il CIFOR, Center for International Forestry Research, ha prodotto una serie di documenti, articoli, foto e video per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di proteggere questi delicati equilibri
“In Europa sono state osservate temperature medie più elevate, nonché precipitazioni in diminuzione nelle regioni meridionali e precipitazioni in aumento in Europa settentrionale. La crosta ghiacciata della Groenlandia, i ghiacci nell’Artico e numerosi ghiacciai in Europa si stanno sciogliendo, le superfici innevate sono diminuite e il permafrost si è riscaldato”
Anche se il clima attuale dovesse mantenersi stabile, quasi il 10 per cento dei ghiacciai del Bhutan, una regione nell’ Himalaya monsonico, rischia di svanire entro i prossimi decenni, secondo una ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters. La quantità di acqua provenienti dalla fusione di questi ghiacciai potrebbe scendere del 30 per cento
Decenni di condizioni meteorologiche estreme hanno paralizzato la cultura politica e, più tardi, decimato la popolazione umana degli antichi Maya. E’ quanto emerge da un nuovo studio condotto da un team interdisciplinare di ricercatori che include due Università della California. La fine della civiltà Maya non fu dunque provocata da un allineamento dei pianeti o da una collisione con un asteroide bensì dall’alternanza di forti precipitazioni e periodi di siccità
I panda sono minacciati di estinzione. Secondo i ricercatori oggi gli animali dovrebbero fronteggiare una nuova minaccia derivante dai cambiamenti climatici. Il bamboo, di cui i panda si nutrono, potrebbe essere minacciato e i panda rimarrebbero così senza cibo. Alcune soluzioni sarebbero praticabili: si tratta di lasciare la possibilità agli animali di raggiungere altre aree idonee
Ci stiamo muovendo verso una nuova piccola era glaciale? Secondo alcuni studiosi il fenomeno potrebbe avere inizio già nei prossimi anni e culminare intorno al 2055. Ma qualcosa potrebbe cambiare questo stato di cose. Secondo una nuova ricerca condotta presso l’Università di Goteborg, in Svezia, l’estensione delle torbiere potrebbe infatti scongiurare il rischio di una prossima era glaciale
L’uragano Sandy, che si è abbattuto sugli Stati Uniti portando morte e devastazioni, ha riacceso la polemica sui cambiamenti climatici. Sono questi gli effetti previsti decine di anni fa dai climatologi o sono solo un caso dovuto alle fasi lunari? Al di là della risposta, gli Stati Uniti si apprestano a organizzare stati di emergenza e ad affrontare la crescita del livello del mare sulle coste e sulle isole
L’organizzazione mondiale per la Sanità e l’Organizzazione Metereologica Mondiale hanno unito le forze e i dati a disposizione per creare un atlante delle malattie in relazione con i cambiamenti climatici. L’atlante servirà ai politici per gestire in anticipo e con gli strumenti migliori le emergenze create da cambiamenti climatici, malattie e disastri ambientali
Un team interdisciplinare di 11 scienziati provenienti da sette paesi europei e dagli USA ha discusso la possibilità di utilizzare il cosiddetto surplus di terra per la produzione di materie prime destinate alle bioenergie. Essi hanno identificato i vincoli ambientali, economici e sociali, ma anche le opzioni per l’uso efficiente del surplus di territorio per le bioenergie. L’Europa intanto fa un passo indietro e modifica le direttiva che incentivano la produzione di biocarburante
I biocarburanti sembravano una delle soluzioni da percorrere per ridurre inquinamento e emissioni che causano effetto serra. L’Unione europea su questo aveva spinto creando incentivi gestiti da apposite direttive. Ma ora sembrerebbe che si stia facendo un passo indietro rispetto a questa direzione. Il motivo è che per coltivare i biocarburanti si sta attingendo ad aree che avevano prima un’altra destinazione, come aree boschive o praterie
Numerosi ricercatori provenienti da paesi di tutto il Mar Baltico stanno collaborando a un progetto interdisciplinare per studiare gli effetti del cambiamento climatico globale sull’ambiente in quest’area, combinando i migliori modelli climatici esistenti con altri singoli elementi d’interesse. E’ la prima volta che viene seriamente e dettagliatamente preso in esame il modo in cui tale interconnessione di fattori possa influenzare una regione circoscritta e, nel caso specifico, l’ambiente nel Mar Baltico
Un nuovo studio rilancia la potenziale efficacia della geoingegneria solare . Questa nuova applicazione intende agire sui cambiamenti climatici miticandoli, cioè agendo direttamente sui raggi solari e sulle nuvole. La critica che è stata rivolta sempre a questo metodo è che non se ne consono gli impatti reali sul clima globale. Lo studio di cui parliamo, pubblicato su Nature Climate Change, sostiene che se si applica la geoingegneria su scala locale se ne possono mitigare l’impatto e i rischi, creando benefici per il clima, come nel caso dello scioglimento dei ghiacciai nella regione artica
Un’azienda britannica, recentemente, ha sviluppato una nuova tecnologia per trasformare l’aria in carburante, costruendo un impianto dimostrativo, producendo cinque litri di benzina dal mese di agosto
Un nuovo studio condotto da un team internazionale di scienziati ha scoperto perchè dopo l’estinzione di massa del Permiano, avvenuta circa 250 milioni di anni fa, la “zona morta”, l’epoca in cui la vita non torna a proliferare, è durata tanto a lungo. La causa era la temperatura eccessiva sia nell’acqua che nell’aria
Le politiche internazionali per la mitigazione dei cambiamenti climatici si basano molto spesso solo sul cap and trade per la riduzione delle emissioni di gas serra. Secondo una ricerca di due scienziati britannici pubblicata su Nature Climate Change è troppo tardi per pensare solo a ridurre l’impatto con il cap and trade; è necessario invece che i politici comincino a programmare delle azioni di adattamento per affrontare l’impatto negativo dei cambiamenti climatici
Secondo lo studio, se le acque diventeranno più calde aumenterà il tasso metabolico dei pesci, che avranno bisogno di più ossigeno. Se non c’è abbastanza ossigeno nell’acqua, i pesci saranno costretti a tratti più brevi per cercare cibo e questo penalizzerà la loro crescita.
Secondo i modelli al computer, il peso corporeo massimo per più di 600 specie potrebbe starsi già riducendo dal 14 al 24%. Il periodo considerato è infatti compreso tra il 2000 ed il 2050
I ricercatori ritengono che quanto è stato rilevato sia in parte imputabile ad un processo noto come “effetto isola di calore urbana”, che contribuisce, su scale locale, ad amplificare il fenomeno del surriscaldamento a livello globale. Le regioni che vivono una rapida espansione industriale e urbana producono grandi quantità di calore, determinando un innalzamento della temperatura e rendendo la zona più calda rispetto alle aree circostanti. Le conseguenze di questo fenomeno potrebbero essere estremamente pericolose.
L’imposizione di vincoli al commercio mondiale, la cui costante crescita si traduce in un sostanziale trasferimento di CO2 da un paese all’altro, difficilmente contribuirà a migliorare, in modo concreto ed efficace, l’impatto sul clima, riducendo le conseguenze negative e i rischi connessi alle emissioni di gas pericolosi.