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Cambiamenti climatici: troppo tardi per pensare solo alla riduzione di emissioni

Secondo una ricerca di due scienziati britannici pubblicata su Nature Climate Change è troppo tardi per pensare solo a ridurre l'impatto dei cambiamenti climatici; è necessario invece che i politici comincino a programmare delle azioni di adattamento

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.10.2012

 Le politiche internazionali per la mitigazione dei cambiamenti climatici si basano molto spesso solo sul cap and trade per la riduzione delle emissioni di gas serra. Secondo una ricerca di due scienziati britannici pubblicata su Nature Climate Change è troppo tardi per pensare solo a ridurre l’impatto con il cap and trade; è necessario invece che i politici comincino a programmare delle azioni di adattamento per affrontare l’impatto negativo dei cambiamenti climatici. I diversi sistemi terrestri reagiranno in maniera differente ai cambiamenti climatici, che certo non avranno lo stesso impatto ovunque. Perciò il monitoraggio e l’utilizzo di modelli potrebbero essere strumenti fondamentali per fronteggiare erosione del suolo, perdita di biodiversità e crisi idriche e alimentari. Per fare questo, però, è necessario un set di dati su base almeno decennale.

Il vireone (Vireonidae), uccello passeriforme diffuso nel continente americano, cambia il suo comportamento migratorio a causa dei cambiamenti climatici

Il vireone (Vireonidae), uccello passeriforme diffuso nel continente americano, cambia il suo comportamento migratorio a causa dei cambiamenti climatici

Secondo Jasper Knight e Stephan Harrison non c’è più tempo per programmare riduzioni delle emissioni di gas serra. I governi e le istituzioni dovrebbero invece concentrarsi sullo sviluppo delle politiche di adattamento per affrontare e mitigare l’impatto negativo del riscaldamento globale.
“Allo stato attuale, i tentativi dei governi di limitare le emissioni di gas serra attraverso programmi di cap-and-trade e di promuozione delle fonti di energia rinnovabili e sostenibili arrivano probabilmente troppo tardi per arrestare la tendenza inevitabile del riscaldamento globale,” dicono gli scienziati nell’articolo.

Secondo gli scienziati i decisori politici non sono abbastanza attenti al monitoraggio dei cambiamenti climatici e alla gestione dei loro effetti. Invece la domanda importante per i due esperti britannici è: come i cambiamenti climatici influenzano i diversi sistemi terrestri? I fiumi, le montagne, i ghiacciai e le coste?

Secondo gli scienziati non porsi questa domanda “è una omissione critica, perchè i sistemi di superficie della Terra offrono risorse idriche e del suolo, sostengono i servizi ecosistemici e influenzano fortemente i feedback climatici biogeochimici in modi che per noi non sono ancora chiari”.

Gli impatti del riscaldamento globale sull’erosione del suolo, sui fiumi , sulle zone costiere avrà degli effetti sulla sicurezza, la sostenibilità, la biodiversità e l’approvvigionamento di cibo.

Il monitoraggio e la  modellazione della perdita di suolo a causa dell’erosione, per esempio, sono significativi per gestire i flussi di carbonio, la presenza di nutrienti in un lago, l’interramento di un fiume e altri fattori. Un’informazione precisa su questi fattori potrebbe meglio orientare una pianificazione politica.

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono attualmente ancora poco conosciuti. Una più approfondita modellazione potrebbe invece identificare le zone più a rischio consentendo quindi di creare delle priorità di intervento.  

“Questo è in particolare il caso degli ambienti costieri, in cui le coste rocciose e sabbiose daranno risposte molto diverse all’azione estrema del clima, e delle zone costiere in cui i piani di gestione sono generalmente basati sul passato piuttosto che sui futuri modelli climatici”, dicono gli scienziati.

“Tuttavia, il controllo della risposta di questi sistemi al cambiamento climatico richiede un set di dati su base decennale di bacini strumentati e sotto diversi regimi climatici in tutto il mondo. Ciò richiederà un notevole sforzo internazionale in campo scientifico e l’impegno da parte dei governi nazionali,” hanno concluso Knight and Harrison. 

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