Gaianews

AIDS, IAS chiede accettazione universale preservativo sulla scia dei commenti del Papa Benedetto XVI

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 24.11.2010
Virus HIV che attacca un Linfocita al microscopio elettronico - fonte Wikipedia

Virus HIV che attacca un Linfocita al microscopio elettronico - fonte Wikipedia

23 novembre 2010 (Ginevra, Svizzera) – L’International AIDS Society (IAS) esprime cautela riguardo ai commenti di Papa Benedetto XVI, che ha detto che l’uso del preservativo potrebbe, in determinate circostanze, essere accettabile, e invita il Papa e la Chiesa cattolica a dichiarare in modo chiaro e forte il sostegno a tutti i metodi scientificamente provati di prevenzione dall’HIV, compreso l’uso del preservativo.

Dicendo che vi possono essere solo alcune circostanze eccezionali che potrebbero consentire l’uso di preservativi, come quello della prostituzione maschile, il Papa sta ignorando le prove scientifiche che dimostrano che entrambi i preservativi maschili e femminili, usati correttamente e costantemente, possono ridurre il rischio di trasmissione sessuale dell’HIV dall’80 al 90%.

Sebbene la concessione del Papa è un passo nella giusta direzione, l’IAS rimane scettica soprattutto dopo i commenti del Papa nel 2009, quando ha dichiarato che i preservativi aggravano il problema dell’AIDS. A quel tempo lo IAS ha reagito dicendo che i commenti del Papa erano “irresponsabili e pericolosi” e che non vi era “nemmeno uno straccio” di prova che suggerisca che l’uso del preservativo aumenta il rischio di trasmissione dell’HIV.

Il presidente di IAS Elly Katabira ha espresso la sua reazione mista ai commenti del Papa: “Mentre apprezzo questo passo, che è un cambiamento sostanziale nella politica del Papa, c’è ancora molta strada da fare per convincere la Chiesa cattolica che l’uso del preservativo è fondamentale per l’eliminazione del virus HIV che cancella attualmente due milioni di vite l’anno”.

Lo IAS chiede a tutte le altre organizzazioni della società civile e alle  comunità religiose di unirsi allo IAS nella richiesta di un cambiamento più sostanziale nella politica della Chiesa cattolica per la prevenzione dell’HIV, sostenendo che un approccio frammentario alla prevenzione dell’HIV avrà solo un impatto marginale nella lotta contro la diffusione del virus.

Nel luglio 2011 l’IAS terrà la sua conferenza bi-annuale in materia di patogenesi, trattamento e prevenzione dell’HIV a Roma, e sfrutterà questo appuntamento per sostenere ulteriormente l’accesso universale a tutti i metodi di prevenzione dell’HIV.

Ricordiamo che un totale di 2,7 milioni di nuove infezioni da parte del virus dell’immunodeficenza umana (HIV) sono state diagnosticate nel 2008, secondo il programma HIV/UNAIDS delle Nazioni Unite.

© RIPRODUZIONE RISERVATA