Gaianews

Arabia Saudita, diritto di voto alle donne. Si è votato in Barein e EAU, scarsa affluenza

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 26.09.2011

Re AbdullahRe dell’Arabia Saudita Abdullah ha concesso alle donne saudite il diritto di votare e di candidarsi neòòe elezioni locali e a livello nazionale, ma solo tra quattro anni.

Il Re ha dato l’ annuncio domenica e la nuova legge verrà applicata alle elezioni fissate per il 2015, quando nel Regno si svolgeranno importanti elezioni amministrative. Il prossimo giovedì si terranno delle amministrative, ma le donne non potranno votare o candidarsi.

Re Abdullah ha anche detto che le donne potranno essere nominate nel Consiglio della Shura a partire dalle prossime nomine. Il Consiglio della Shura è un organo consultivo che è selezionato dal monarca e finora è stato sempre composto da uomini.

Le donne hanno meno diritti degli uomini in Arabia Saudita, dove è vietato loro anche di guidare un’automobile.

All’inizio di quest’anno, alcune donne in Arabia Saudita hanno sfidato questo divieto mettendosi al volante delle loro auto in una risposta provocatoria e un segnale di insofferenza verso le restrizioni nel Regno Saudita.

Non esiste una regola scritta in Arabia Saudita sul divieto di guidare, la solo fatwa o editti religiosi, che derivano da una tradizione rigorosa dell’Islam chiamata Wahhabismo.

Nei Paesi vicini all’Arabia Saudita nel Golfo Persico, Bahrain e Emirati Arabi Uniti, si sono svolte le elezioni sabato scorso. Le donne costituivano circa il 20 per cento dei candidati per 20 seggi del Consiglio Federale Nazionale degli EAU. I risultati preliminari mostrerebbero che almeno una donna ha vinto un posto nella Camera dei Rappresentanti. I Sovrani degli Emirati Arabi Uniti avranno il diritto di nominare i rappresentanti che occuperanno l’altra metà dei seggi.

L’affluenza alle urne è stata considerata bassa in entrambi i paesi.

In Bahrein invece, il partito di opposizione Al-Wefaq ha chiesto di boicottare le elezioni, che dovevano servire per eleggere 18 rappresentanti per i posti lasciati liberi dallo stesso partito al-Wefaq, che ha lasciato per protesta il Parlamento dopo la sanguinosa repressione del governo sulle aspirazioni democratiche dei dimostranti all’inizio dell’anno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA