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Test sull’Hot Cat, il fratello caldo dell’E-Cat

L’Hot Cat sarebbe in grado di riscaldare un fluido attraverso il contatto con una parete calda circa 1000 °C, mentre in alcuni punti interni al reattore si raggiunge una temperatura di addirittura 1200 °C.

Scritto da Valeria Gatti il 13.09.2012

Il mese di agosto è stato un mese di prove per la messa a punto dell’Hot Cat, il fratello più caldo del tanto discusso E-Cat dell’ingegnere Andrea Rossi. Questo strumento, in grado di resistere a più alte temperature rispetto al precedente, sta passando i test di validazione e di controllo, tra tre mesi si potrà dare una valutazione completa e avere il report definitivo.

Ecco a cosa serve l’Hot Cat. Si tratta in pratica di uno strumento che servirà per fornire calore ad alta temperatura (600°C o più), utilizzabile per processi industriali dove sono richieste alte temperature o per produrre elettricità in accoppiamento, ad esempio a una turbina (poiché per avere un’elevata efficienza di conversione termico-elettrica occorre partire da temperature elevate); mentre l’E-Cat termico “normale” fornisce bassa temperatura (fino a 120°C).

Il prototipo dell’Hot Cat, fotografato durante il test di validazione del 16 luglio 2012. In primo piano, si vede il reattore costituito da due cilindri concentrici fra i quali vi è il combustibile. La temperatura media massima raggiunta durante il test è stata di circa 800 °C, non stupisce quindi che l’E-Cat sembri una fornace.
(Copyright 2012 Col. Ing. Domenico Fioravanti)

Ora, come comunicano dall’ufficio stampa della Prometeon, “i primi tre test si sono conclusi con successo, con la firma di un rapporto tecnico da parte di tre esperti presenti, l’ingegnere nucleare e responsabile della certificazione E-Cat Fabio Penon, l’ingegnere Fulvio Fabiani e il fisico Davide Bianchini”. Insomma l’Hot Cat, ovvero l’E-Cat ad alta temperatura, ha superato brillantemente due importanti test di validazione e un terzo indipendente. Il processo di validazione definitivo del prodotto si concluderà entro tre mesi, con la pubblicazione ufficiale dei risultati. I test si sono svolti a Bologna il 17 luglio e il 7 agosto scorsi.

Un’ulteriore validazione è stata fatta poi il 9 agosto da terze parti e si sono ottenuti risultati analoghi. «Siamo estremamente entusiasti del lavoro svolto» ha dichiarato Rossi, «poiché è la seconda validazione indipendente che abbiamo ottenuto nel giro di un mese». E ha precisato: «Quello da noi ora rilasciato non è il report finale, poiché le misurazioni verranno ripetute molte volte nei prossimi mesi per garantire la massima affidabilità dei risultati e del prodotto».

Come da comunicato stampa tecnico di Prometeon, l’Hot Cat sarebbe in grado di “riscaldare un fluido attraverso il contatto con una parete calda circa 1000 °C, mentre in alcuni punti interni al reattore si raggiunge una temperatura di addirittura 1200 °C. La principale novità del test di luglio, oltre al profilo ed al numero dei validatori coinvolti, risiede nell’estrema semplicità della tecnica di stima dell’energia minima prodotta, resa possibile dall’alta temperatura raggiunta. Nei test effettuati l’anno scorso sugli E-Cat a bassa temperatura, invece, si erano usati dei metodi calorimetrici a flusso, molto più complessi. Per non lasciare adito a dubbi, questa volta si è deciso di eseguire le misurazioni con una tecnica elementare. Il risultato pratico, infatti, è che sul cosiddetto “diagramma di Ragone” – in cui sono rappresentate le prestazioni dei sistemi di accumulo energetici, con in ascissa la densità di energia per unità di massa e in ordinata la densità di potenza per unità di massa – l’E-Cat si colloca, nonostante l’ampia sottostima di tutti i valori coinvolti nella misura, in una regione di densità energetica elevata, ben superiore a quella delle altre sorgenti di energia, concentrate tutte in un’area ristretta: l’E-Cat, cioè, non funziona utilizzando pile, condensatori o altri sistemi noti di accumulo di energia.”

E si conclude con una precisazione, “precisiamo che in questi test lo scopo non era quello di misurare il COP dell’Hot Cat, che dalla procedura seguita viene sottostimato essendoci varie ipotesi prudenziali. Nella versione dell’E-Cat in commercio, il COP garantito dal produttore è 6, ampiamente superato in precedenti test sull’E-Cat termico a bassa temperatura. Il COP potrebbe essere molto più alto (fino a 100-200 nelle prove al limite), ma verrà tenuto anche in futuro a tale valore per ragioni di sicurezza.”

In queste settimane verranno fatti dunque ulteriori test e il processo di validazione si completerà, verosimilmente, nel giro di circa 3 mesi con la pubblicazione dei dati finali e completi ad opera di terze parti imparziali e professionali. I dati finora presentati, pertanto, sono da intendersi come ancora parziali e provvisori.

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