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Informazione sanitaria sui media: italiani acquistano spirito critico

Gli italiani stanno sviluppando uno spirito critico nei confronti del proprio stato di salute. Lo si può dedurre da una ricerca del Censis nell'ambito del Forum per la Ricerca Biomedica

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 02.10.2012

Gli italiani stanno sviluppando uno spirito critico nei confronti del proprio stato di salute e all’informazione sanitaria. Lo si può dedurre da una ricerca del Censis nell’ambito del Forum per la Ricerca Biomedica.

Gli italiani si definiscono oggi abbastanza o molto informati sui temi sanitari ( circa il 60%) e più del 70% quando ha un problema vuole capire che cosa succedendo piuttosto che affidarsi subito al primo rimedio

Gli italiani si rivolgono , in ordine al medico di base, a internet, ai famigliari, alla televisione, allo specialista, al farmacista e in ultimo alla carta stampata.

Internet e la tv

il 70% degli italiani segue le trasmissioni sui problemi di salute in Tv, ma la grande trasformazione è avvenuta con internet. Il web viene usato per effettuare ricerche su specifiche patologie, per cercare medici e strutture cui rivolgersi, per prenotare visite ed esami attraverso la rete,  per frequentare chat, forum e web community dedicate ai temi sanitari per lo scambio di informazioni ed esperienze e per acquistare farmaci online.

Rapporto critico con i mass media

Gli italiani sostengono anche che si dedica troppo tempo al benessere e poco tempo alla ricerca, ai problemi reali e alle malattie rare.

Tra i principali difetti della comunicazione sanitaria sui mass media c’e’ poi la complessita’ delle informazioni fornite (secondo il 33,3% delle opinioni raccolte), l’enfatizzazione dei rischi per situazioni con un impatto reale minimo, come ad esempio nel caso dell’influenza aviaria (31,1%), la carenza di informazioni pratiche (27,2%), la leggerezza con cui talvolta vengono trattate le sperimentazioni, come se fossero terapie gia’ disponibili (15,8%), il mancato aggiornamento (15%).

Si ascoltano le trasmissioni, ma non si seguono le indicazioni

Le indicazione recepite dai media non vengono poi però messe in pratica. Solo bassissime percentuali attivano un abitudine salutare o provano un prodotto nuovo.

Rapporto medico paziente

Invece l’importanza del rapporto tra il medico e il paziente nel definire il percorso clinico viene ampiamente riconosciuta dagli italiani. Tanto che una cattiva comunicazione tra operatori sanitari e malati avrebbe forti conseguenze in termini di ritardi nella prima diagnosi (lo pensa il 92,2%), nello stabilire la terapia piu’ efficace (91,3%), arrecando al malato danni psicologici come ansia o depressione (85,7%), causando la prescrizione di trattamenti sbagliati (85,1%). E il 63,4% degli italiani ritiene che, anche nel caso in cui una persona sia colpita da una malattia grave, il medico dovrebbe comunicare la diagnosi direttamente al paziente, anche nei casi peggiori.

A proposito dell’atteggiamento che il medico dovrebbe avere quando si relaziona con il paziente, per il 41,1% degli intervistati il dottore dovrebbe avere le idee chiare e convincere il paziente sul da farsi. Per il 41,7% dovrebbe ascoltare il malato e adattare le soluzioni al caso che ha davanti. Per il 17,2% dovrebbe invece soprattutto tranquillizzarlo ed evitare che possa adottare comportamenti scorretti. Infine, secondo il 76,3% delle opinioni raccolte, quando si relaziona con il medico, il paziente dovrebbe ascoltarlo e adeguarsi, mentre il 23,7% ritiene che sia piu’ proficuo far valere il proprio punto di vista.

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