Gli italiani stanno sviluppando uno spirito critico nei confronti del proprio stato di salute e all’informazione sanitaria. Lo si può dedurre da una ricerca del Censis nell’ambito del Forum per la Ricerca Biomedica.
Gli italiani si definiscono oggi abbastanza o molto informati sui temi sanitari ( circa il 60%) e più del 70% quando ha un problema vuole capire che cosa succedendo piuttosto che affidarsi subito al primo rimedio
Gli italiani si rivolgono , in ordine al medico di base, a internet, ai famigliari, alla televisione, allo specialista, al farmacista e in ultimo alla carta stampata.
Internet e la tv
il 70% degli italiani segue le trasmissioni sui problemi di salute in Tv, ma la grande trasformazione è avvenuta con internet. Il web viene usato per effettuare ricerche su specifiche patologie, per cercare medici e strutture cui rivolgersi, per prenotare visite ed esami attraverso la rete, per frequentare chat, forum e web community dedicate ai temi sanitari per lo scambio di informazioni ed esperienze e per acquistare farmaci online.
Rapporto critico con i mass media
Gli italiani sostengono anche che si dedica troppo tempo al benessere e poco tempo alla ricerca, ai problemi reali e alle malattie rare.
Tra i principali difetti della comunicazione sanitaria sui mass media c’e’ poi la complessita’ delle informazioni fornite (secondo il 33,3% delle opinioni raccolte), l’enfatizzazione dei rischi per situazioni con un impatto reale minimo, come ad esempio nel caso dell’influenza aviaria (31,1%), la carenza di informazioni pratiche (27,2%), la leggerezza con cui talvolta vengono trattate le sperimentazioni, come se fossero terapie gia’ disponibili (15,8%), il mancato aggiornamento (15%).
Si ascoltano le trasmissioni, ma non si seguono le indicazioni
Le indicazione recepite dai media non vengono poi però messe in pratica. Solo bassissime percentuali attivano un abitudine salutare o provano un prodotto nuovo.
Rapporto medico paziente
Invece l’importanza del rapporto tra il medico e il paziente nel definire il percorso clinico viene ampiamente riconosciuta dagli italiani. Tanto che una cattiva comunicazione tra operatori sanitari e malati avrebbe forti conseguenze in termini di ritardi nella prima diagnosi (lo pensa il 92,2%), nello stabilire la terapia piu’ efficace (91,3%), arrecando al malato danni psicologici come ansia o depressione (85,7%), causando la prescrizione di trattamenti sbagliati (85,1%). E il 63,4% degli italiani ritiene che, anche nel caso in cui una persona sia colpita da una malattia grave, il medico dovrebbe comunicare la diagnosi direttamente al paziente, anche nei casi peggiori.
A proposito dell’atteggiamento che il medico dovrebbe avere quando si relaziona con il paziente, per il 41,1% degli intervistati il dottore dovrebbe avere le idee chiare e convincere il paziente sul da farsi. Per il 41,7% dovrebbe ascoltare il malato e adattare le soluzioni al caso che ha davanti. Per il 17,2% dovrebbe invece soprattutto tranquillizzarlo ed evitare che possa adottare comportamenti scorretti. Infine, secondo il 76,3% delle opinioni raccolte, quando si relaziona con il medico, il paziente dovrebbe ascoltarlo e adeguarsi, mentre il 23,7% ritiene che sia piu’ proficuo far valere il proprio punto di vista.