438 milioni è il numero di persone che entro il 2030 saranno affette dal diabete di tipo 2. La malattia negli ultimi decenni è aumentata di sei volte.

Gli autori hanno basato il loro studio su dati provenienti da una società di mercato indipendente e risalenti al 2009, riferentisi al commercio del tè nero in 50 diversi paesi. Questi dati sono stati incrociati con i dati dell’Organizzazione Mondiale per la Salute sulla prevalenza di malattie respiratorie, infettive, e cardiovascolari, così come il cancro e il diabete.
L’Irlanda è in cima alla classifica dei bevitori di tè nero, con più di 2 kg/anno a persona, seguita dal Regno Unito e dalla Turchia. Nella parte inferiore della tabella si trovano Corea del Sud, Brasile, Cina, Marocco e Messico, con consumi molto bassi.
Grazie a un metodo statistico è stato valutato il reale impatto del tè nero sui tassi di diabete.
Il collegamento è stato confermato con ulteriori analisi statistiche, che indicavano una forte associazione lineare tra bassi tassi di diabete nei paesi in cui il consumo di tè nero è elevato.
Secondo gli autori ci sono alcune precisazioni da fare. Infatti la qualità e la coerenza dei dati tra tutti i 50 paesi possono variare, a seconda dei criteri utilizzati per la diagnosi del diabete. E ciò che può sembrare positivo a livello di popolazione potrebbe non funzionare a livello individuale.
Essi sottolineano inoltre che diversi fattori hanno probabilmente contribuito al drammatico aumento della prevalenza del diabete, e che un legame tra il consumo di tè nero e la prevalenza della malattia non implica che l’uno sia causa dell’altra. Anche se è vero che questi risultati possono essere messi in relazione con quelli di altre ricerche.
“Questi risultati sono in accordo con precedenti studi biologici, fisiologici, ecologici sulla potenziale relazione fra il tè nero, il diabete e l’obesità” … e forniscono “preziose informazioni scientifiche supplementari a livello globale,” scrivono.
Negli ultimi anni, un grande interesse si è concentrato sui benefici per la salute provenienti dal tè verde, che contiene flavonoidi semplici chiamati catechine, che si crede possano avere proprietà anti-infiammatorie, dicono gli autori.
Inoltre i ricercatori hanno aggiunto che il processo di fermentazione, che avviene quando il tè verde diventa tè nero produce una serie di flavonoidi complessi a cui sono attribuiti diversi benefici potenziali per la salute.