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L’Universo cresce come un cervello gigante

Secondo una nuova simulazione computerizzata di un gruppo di ricercatori americani, l'Universo potrebbe crescere come un cervello gigante

Scritto da Hoda Arabshahi il 27.11.2012

I risultati di una ricerca pubblicata sulla rivista Nature, suggeriscono che alcune leggi per ora sconosciute, ma fondamentali, potrebbero governare la crescita di grandi e piccoli sistemi, dalla connessione elettrica tra le cellule cerebrali, alla crescita delle reti sociali, all’espansione delle galassie.

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“Le dinamiche di crescita naturale sono le stesse per le diverse reti reali, come Internet o il cervello o le reti sociali”, ha dichiarato il co-autore della ricerca Dmitri Krioukov, un fisico dell’Università della California a San Diego.

“Questa nuova ricerca suggerisce che una singola legge fondamentale della natura potrebbe governare queste reti,” ha affermato il fisico Kevin Bassler dell’Università di Houston, che non è coinvolto nello studio.

“A una prima occhiata, sembrano essere sistemi molto diversi, la domanda è se non ci sia qualche tipo di legge di controllo in grado di descriverli” ha spiegato a LiveScience Kevin Bassler.

Sollevando questa domanda, “il loro lavoro dà davvero un contributo molto importante”, ha aggiunto lo scienziato.

I precedenti studi hanno mostrato che i circuiti cerebrali ed Internet sembrano molto simili. Ma nonostante questa somiglianza funzionale, nessuno aveva sviluppato le equazioni per prevedere perfettamente come le reti di computer, i circuiti cerebrali o le reti sociali crescano col tempo.

Utilizzando le equazioni della relatività di Einstein, che spiegano come la materia curva il tessuto dello spazio-tempo, i fisici potrebbero ripercorrere la nascita esplosiva dell’Universo nel Big Bang circa 14 miliardi di anni fa, spiegando come si è esteso verso l’esterno.

Così, il team di Krioukov si è chiesto se la crescita accelerata dell’Universo potrebbe approfondire la conoscenza dei modi in cui le reti sociali od i circuiti cerebrali si espandono.

Il team ha creato una simulazione computerizzata che ha considerato l’Universo primordiale fin nelle unità più possibili, cioè i quanti dello spazio-tempo più piccoli delle particelle subatomiche. La simulazione ha messo insieme ogni quanto, od ogni nodo di una rete massiccia celeste, che è causalmente nella relazione.

Quando il team ha confrontato la storia dell’Universo con la crescita delle reti sociali e con i circuiti cerebrali, ha dimostrato che tutte le reti si sono estese in modo simile: hanno collegamenti equilibrati tra nodi simili a quelli che hanno già avuto molte connessioni. Ad esempio, un appassionato di gatti navigando in Internet, può visitare mega-siti come Google o Yahoo, ma navigherà anche i siti web degli altri appassionati dei gatti o guarderà i video sui gattini caricati su YouTube. Allo stesso modo, le cellule cerebrali vicine si collegano come i siti web.

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