
Simulazione della nuvola di gas che si approccia al buco nero al centro della Via Lattea. Fonte: ESO
Per la prima volta nella storia delle osservazioni astronomiche, un team di ricercatori ha scoperto che una nube di gas con una massa di gran lunga superiore a quella della Terra si sta rapidamente avvicinando a un buco nero posizionato al centro della Via Lattea. Le osservazioni sono state possibili grazie al Very Large Telescope dell’ESO e i risultati verranno pubblicati il 5 gennaio 2012 sulla rivista Nature.
Durante il programma ventennale in cui i telescopi dell’ESO hanno monitorato i movimenti delle stelle attorno al buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, un team di astronomi guidato da Reinhard Genzel, presso il Max-Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) a Garching, in Germania, ha scoperto un nuovo e unico oggetto che si sta avvicinando con velocità al buco nero.
Nel corso degli ultimi sette anni la velocità dell’oggetto è raddoppiata, superando gli 8 milioni km/h. Viaggia su un’orbita molto allungata e a metà 2013 passerà a una distanza di circa 36 ore-luce. Si tratta di un incontro con un buco nero supermassiccio molto ravvicinato in termini astronomici.
L’oggetto è molto più freddo delle stelle che lo circondano (solo 280 gradi Celsius) ed è composto perlopiù di idrogeno ed elio. E’ una nube di polvere e gas ionizzato con una massa approssimativamente tripla a quella della Terra. La nube brilla per le intense radiazioni ultraviolette che provengono dalle stelle che la circondano e che affollano il cuore della Via Lattea.
L’attuale densità della nube è decisamente maggiore rispetto a quella del gas che circonda il buco nero. Avvicinandosi alla bestia affamata, la pressione esterna aumenterà e comprimerà la nube. Allo stesso tempo, l’enorme attrazione gravitazionale proveniente dal buco nero – che ha una massa quattro milioni di volte maggiore a quella del Sole- continuerà a far accelerare il moto della nube verso l’interno.
I margini della nube si stanno già iniziando a distruggere ed è previsto che l’oggetto si smantellerà definitivamente nei prossimi anni. Gli astronomi riescono già a vedere i segni evidenti della distruzione durante il periodo compreso tra il 2008 e il 2011.
E’ presumibile anche che il materiale diventerà sempre più caldo man a meno che si avvicinerà al buco nero e, probabilmente, produrrà raggi X. Al momento non c’è molto materiale nelle vicinanze, per cui questo pasto recente potrebbe essere il principale nutrimento del buco nero per i prossimi anni.
“I prossimi due anni saranno molto interessanti e ci forniranno informazioni estremamente preziose sul comportamento di questi oggetti massici”, conclude Reinhard Genzel.