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In Cina, tracce fossili animali risalenti a 550 milioni di anni fa

Scritto da Leonardo Debbia il 21.10.2019

Un team internazionale del Virginia Tech College of Science, composto da studiosi statunitensi e cinesi, ha annunciato una notevole scoperta evolutiva. Si tratta del ritrovamento in Cina di una serie di tracce antichissime, forse le prime in assoluto, rimaste impresse su un antico suolo, che testimoniano un movimento di organismi animali sulla Terra attribuibili a circa mezzo miliardo di anni fa.

Shuhai Xiao, docente di Geoscienze al Virginia Tech, definisce queste tracce fossili come il segno più convincente, mai rinvenuto prima d’ora, di una primigenia mobilità animale, risalente a circa 550 milioni di anni fa.

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Artefice di questo singolare tracciato è una specie di verme, denominato Yilingia spiciformis – che si traduce in ‘insetto appuntito di Yiling‘, dal nome della città vicina al sito dove il fossile è stato trovato dai ricercatori Shuhai Xiao, Zhe Chen, Chuanming Zhou e Xunlai Yuan, dell’Istituto di Paleontologia presso l’Accademia cinese delle Scienze di Nanchino.

I risultati dello studio sono stati resi noti dalla rivista scientifica Nature.

Le tracce interessano più strati della stessa unità litologica ed hanno all’incirca la medesima età delle impronte di insetti rinvenute dallo stesso Xiao e dal suo team durante una serie di scavi, condotti dal 2013 al 2018, nella stessa area – le Gole del fiume Yangtze – nella Cina meridionale e risalgono al periodo Ediacarano, il periodo geologico del Pre-Cambriano immediatamente sottostante il Cambriano, alquanto precedente l’Era dei dinosauri (245-66 milioni di anni fa) e preesistente anche all’esistenza del supercontinente della Pangea (290 milioni di anni fa).

“La scoperta mostra che gli animali segmentati e mobili iniziarono la loro evoluzione già da 550 milioni di anni”, sostiene Xiao. “La mobilità ha consentito a questi animali di lasciare un’impronta inconfondibile sulla Terra, una sorta di piccolo solco. Gli appartenenti a questo gruppo – che costituiscono anche la maggioranza del mondo animale – presentano simmetria bilaterale, sono definiti anche bilaterani e comprendono pure gli esseri umani. La capacità di modellare il suolo su cui questi animali si muovono è legata proprio alla motilità del corpo”.

L’animale che ha lasciato queste antiche impronte nelle rocce cinesi somigliava ad un grosso verme di 2 centimetri e mezzo di larghezza e circa 10 centimetri di lunghezza; aveva una forma allungata, composta da una cinquantina di segmenti e si spostava con movimenti alterni del corpo, strisciando sul fondo fangoso dell’oceano.

L’origine di questi animali è una pietra miliare della primigenia evoluzione animale e, fino a poco tempo fa, si stimava risalisse ad un’epoca tra i 635 e i 539 milioni di anni fa.

Prima della scoperta di Xiao non si avevano tuttavia prove fossili convincenti a sostegno di questa stima.

In questo caso, un esemplare è stato recuperato proprio assieme alla pista che aveva tracciato.

Sorprendentemente, la scoperta fa anche supporre che ci si possa trovare in presenza dell’inizio di un processo decisionale sorto allora negli animali, le cui impronte suggerirebbero uno sforzo intenzionale di muoversi verso o lontano da qualcosa, forse sotto la direzione di un sofisticato sistema nervoso centrale, ipotizza Xiao.

La mobilità di questi animali ha contribuito probabilmente alla formazione del sovrastante terreno cambriano e a cambiamenti radicali del suolo.

Tornando a rimarcare la lontana parentela con questi organismi bilaterani, “per quanto ci riguarda, gli esseri umani sono gli animali che hanno avuto e continuano ad avere l’impatto maggiore sulla Terra”, soggiunge Xiao, sottolineando questa comune funzione. “L’impronta umana è data non solo dalla locomozione, ma da molte altre attività impattanti, legate comunque alla nostra capacità di movimento. Quando e come sia iniziata la locomozione animale definisce quindi un importante contesto geologico ed evolutivo dell’impatto antropogenico sulla superficie terrestre”.

“Si tratta di una scoperta straordinaria”, commenta Rachel Wood, docente della School of GeoSciences dell’Università di Edimburgo, in Scozia, che però non ha partecipato alla ricerca. “Ora abbiamo le prove di animali segmentati che avevano la capacità di muoversi sui fondali marini del Cambriano e possiamo anche collegare l’animale alla traccia lasciata. E’ un passo avanti fondamentale dell’evoluzione animale sulla Terra”.

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