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L’isola greca di Naxos, 200mila anni fa, è stata abitata da Neanderthal e Sapiens

Scritto da Leonardo Debbia il 03.12.2019

In Grecia, un team di ricerca internazionale, guidato da scienziati della McMaster University di Hamilton, in Canada, ha scoperto nuove prove a sostegno dell’ipotesi che l’isola greca di Naxos, nel Mar Egeo, sia stata abitata da Neanderthal e da altri esseri umani – alcuni dei quali antecedenti ai Neanderthal – almeno 200mila anni fa e, comunque, decine di migliaia di anni prima di quanto si sia mai stato ritenuto.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances, è il risultato di anni di scavi sull’isola e porta a ripensare il movimento umano in quella regione, a lungo ritenuta inaccessibile ed inabitabile per chiunque, eccetto che per gli esseri umani moderni (Homo sapiens).

Arcipelago greco nell'Egeo. Naxos è la seconda isola, per grandezza

Arcipelago greco nell’Egeo. Naxos è la seconda isola, per grandezza

Le nuove prove hanno spinto così i ricercatori a riconsiderare ex-novo i percorsi intrapresi dai nostri lontani antenati nei loro movimenti migratori dall’Africa verso l’Europa, dato che, stando a quanto scoperto, avrebbero mostrato la loro capacità di adattamento alle nuove sfide che l’ambiente andava via via proponendo loro.

“Fino a qualche tempo fa, questa parte di mondo era considerata irrilevante per i primi studi sull’uomo, ma i risultati ci costringono a rivedere completamente la storia delle isole dell’Egeo”, sostiene Tristan Carter, antropologo alla McMaster e autore dello studio, che ha diretto in tandem con Dimitris Athanasoulis, archeologo capo dell’Eforato delle Antichità nelle Cicladi presso il Ministero greco della Cultura.

Mentre è certo che i cacciatori dell’età della pietra vivevano nell’Europa continentale da oltre un milione di anni, per quanto attiene alle isole del Mediterraneo si riteneva che fossero state prive di esseri umani fino a 9000 anni fa, fino a quando giunsero i primi agricoltori.

Si trattava evidentemente di un’idea (sbagliata) che solo gli esseri umani moderni (i Sapiens) fossero stati sufficientemente evoluti da riuscire a costruire barche adatte a spostamenti sul mare.

Si credeva anche, sempre erroneamente, che il Mar Egeo, che separava l’Anatolia occidentale (l’attuale Turchia) dalla Grecia continentale, non fosse praticabile per i Neanderthal e gli ominidi che li avevano preceduti, e che potesse esistere solo un’unica via, in entrata e uscita dall’Europa, quella che si serviva del ponte terrestre della Tracia (Balcani sud-orientali).

Gli autori di questo studio rimettono tutto in discussione, ipotizzando che il bacino dell’Egeo fosse in realtà accessibile e, in qualche modo, percorribile. Forse, anche solo camminando.

In alcuni periodi dell’Era glaciale, infatti, il livello del mare era molto più basso di oggi, aprendo così una rotta terrestre tra i continenti che avrebbe consentito alle popolazioni preistoriche primitive di percorrere a piedi il tratto che li separava dall’isola di Naxos, dando luogo ad una rotta migratoria alternativa, un ulteriore collegamento tra Europa e Africa.

I ricercatori ritengono che il percorso avrebbe anche attratto maggiormente i primi esseri umani, sia per la presenza di materie prime, ideali per la produzione di utensili, sia di acqua dolce, di cui si sentiva costantemente la necessità.

Al tempo stesso, tuttavia, “entrando in questa regione, le popolazioni pre-neanderthaliane

avrebbero dovuto affrontare un ambiente nuovo e forse insidioso, popolato di animali in parte sconosciuti, di nuove piante e fonte di possibili malattie; tutti fattori che avrebbero richiesto senz’altro nuove strategie adattative”, afferma Carter.

In questo articolo, il team espone in dettaglio le prove di attività umane della durata di quasi 200mila anni nel sito di Stelida, una cava preistorica sulla costa nord-occidentale di Naxos.

Qui i primi Sapiens, i Neanderthal e gli umani ancor più antichi usarono la pietra locale per fabbricare i loro attrezzi e le armi per cacciare; tutto materiale di cui i ricercatori hanno riportato alla luce migliaia di pezzi.

Le reazioni dei dati scientifici raccolti sul sito si aggiungono pertanto al dibattito in corso sull’importanza delle rotte costiere e marine per il movimento umano.

Mentre i dati attuali suggeriscono pertanto che l’Egeo avrebbe potuto essere attraversato a piedi oltre 200mila anni fa, gli autori non escludono anche la possibilità che i Neanderthal abbiano fatto uso di imbarcazioni grezze, in grado di tenere il mare, sia pure per brevi distanze.

Questa ricerca fa parte del Progetto archeologico di Stelida Naxos, una collaborazione più ampia che coinvolge studiosi di tutto il mondo, presenti dal 2013 sul sito.

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