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Prevista per la prima volta da ricercatori italiani l’esplosione di una supernova

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 17.05.2013

Un team dell’Università La Sapienza ha, per la prima volta nella storia dell’Astrofisica, previsto l’esplosione di una supernova. Il ministro Maria Chiara Carrozza è espresso soddisfazione per la scoperta tutta italiana.

E’ stato un team di giovani ricercatori dell’International Centre for Relativistic Astrophysics (Icra) della Sapienza di Roma, coordinati dal professor Remo Ruffini, a prevedere con 15 giorni di anticipo l’esplosione di una supernova.

La stella è esplosa 10 miliardi di anni fa e faceva parte di un sistema binario. L’innesco dell’esplosione della supernova ha generato trasferimento di massa stellare sulla stella compagna, che è collassata trasformandosi in un ‘buco nero’ ed emettendo un Gamma Ray Burst (GRB).

Supernova in una galassia

Gl Italiani hanno potuto prevedere il fenomeno  hanno prima compreso la relazione tra il lampo di raggi gamma (GRB) e l’innesco dell’esplosione della supernova (Induced Gravitational Collapse IGC). Per questo, effettuando i relativi calcoli, i ricercatori hanno potuto mettere in allerta gli osservatori prevedendo l’esplosione entro 15 giorni.

La comprensione e i calcoli sono stati corretti tanto che i telescopi satellitari attorno alla Terra hanno potuto rilevare il fenomeno ieri notte attorno alle 22.

Il fenomeno è stato confermato alle 21,21 del 14 maggio dal Gran Telescopio Canarias (GTC) e ricevuta da Ana Penacchioni, studentessa del dottorato internazionale Icranet a Roma. Il fenomeno, in realtà è avvenuto 10 miliardi di anni fa nelle fasi primordiali dell’Universo, ed è stato osservabile solamente ieri notte, nella direzione della costellazione del Leone, perchè  la luce dell’esplosione ha impiegato 10 miliardi di anni per raggiungere la Terra. Tale fenomeno è  avvenuto dunque ben 5 miliardi di anni prima della nascita del nostro sistema solare.

Il Ministro Carrozza ha espresso “grande soddisfazione per questo eccezionale risultato, inedito nella storia dell’astrofisica, che non solo premia il talento dei ricercatori italiani ma anche indica al nostro paese la giusta via da seguire, investire sulla ricerca. Una via che quando viene seguita, come ha fatto il Miur sostenendo anche finanziariamente il progetto Icra, si rivela non solo portatrice di grande prestigio per il nostro paese nel mondo ma anche una diretta e concreta possibilità per il sistema-Italia di ricadute anche economiche in una situazione ancora assai difficile”.

 

 

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