
Central park, New York. Uno degli esempi più noti di verde cittadino all'interno di una grande città
I parchi pubblici non sempre caratterizzano le grandi città italiane, cresciute durante il boom economico a colpi di interminabili file di palazzoni di periferia. Anzi, il cemento sembra essere la nostra ossessione, mentre nelle città anglosassoni, ad esempio, viene tenuto in confini ben precisi e definiti. Ora una nuova ricerca mostra che una passeggiata in un parco non è solo un modo carino per trascorrere un pomeriggio. E’ una componente essenziale per una buona salute sia sociale che fisica, secondo il ricercatore dell’Università dell’Illinois per l’ambiente e il comportamento, Frances “Ming” Kuo.
“Attraverso i decenni, i sostenitori dei parchi pubblici, gli architetti del paesaggio e gli scrittori popolari hanno sempre sostenuto che la natura aveva poteri di guarigione”, ha detto Kuo. “Ma fino a poco tempo fa, le loro affermazioni non sono mai state sottoposte ad una rigorosa valutazione scientifica.”
Kuo è anche il direttore del laboratorio di Paesaggio e Salute Umana dell’Università dell’Illinois e ha studiato l’effetto degli spazi verdi sugli esseri umani in una serie di diversi studi, al fine di dimostrare o confutare le credenze della cultura popolare.
“I ricercatori hanno studiato gli effetti della natura in molte popolazioni diverse, utilizzando diverse tecniche”, ha detto Kuo. “Ad esempio hanno studiato i residenti di Chicago che vivevano in alloggi all’interno dell’area dei grattacieli, con un albero o due e un po’ di erba fuori dal loro palazzo; studenti universitari che studiavano in campus immersi in aree naturali; bambini con disturbo da deficit di attenzione che giovavano in una vasta gamma di ambienti diversi; anziani a Tokyo che vivevano in ambienti con diversi gradi di accesso al verde, e volontari che passavano il loro tempo a curare il verde pubblico durante il sabato, solo per citarne alcuni”.
Kuo afferma che anche se la diversità delle ricerche su questo argomento è imponente e importante, ancora più importante è il rigore con cui è stato condotto il lavoro.
“In ogni campo in cui c’è una componente di entusiasti, troverete una pletora di studi ben intenzionati ma inconsistenti, la cui pretesa di ‘provare’ i benefici di un certo X è forzata”, ha detto Kuo. “Ma negli ultimi dieci anni o giù di lì, il lavoro rigoroso su questa questione è diventato più una regola che un’eccezione. Gli studi non sono semplicemente basati su ciò che i partecipanti alla ricerca dicono di aver ricevuto stando in mezzo alla natura. I benefici sono stati misurati utilizzando dati oggettivi, come il numero di reati denunciati alla polizia, la pressione sanguigna, le prestazioni su test neurocognitivi standardizzati, e le misure fisiologiche di funzionamento del sistema immunitario.”
Kuo ha detto che piuttosto che basarsi su piccoli campioni di amanti della natura, gli scienziati si affidano sempre più su popolazioni di studio che non hanno un particolare rapporto con la natura. Uno studio ad esempio ha esaminato i bambini che erano in cura in un servizio sanitario destinato ai cittadini a basso reddito. Un altro ha osservato tutti i residenti del Regno Unito prima del pensionamento iscritti nei registri nazionali dei decessi negli anni 2001-2005.
“Gli scienziati hanno regolarmente tenuto conto dei redditi e di altre differenze nei loro studi. Quindi la domanda non è più, le persone che vivono in quartieri più verdi sono risultati in miglior salute? (Lo sono.) Piuttosto, la questione è diventata, le persone che vivono in quartieri verdi sono risultati essere in miglior salute, una volta tolte le influenze dovute al diverso reddito e a altri vantaggi associati con il fatto di abitare in quartieri più verdi? ” La risposta è sì, secondo Kuo.
Dopo aver svolto una rigorosa indagine scientifica, Kuo afferma che i benefici del contatto con la natura rimangono in piedi.
“Abbiamo trovato benefici anche quando essi sono stati misurati oggettivamente, quando sono stati incluse persone non particolarmente amanti della natura o indifferenti ad essa, e quando il reddito e altri fattori che potrebbero influenzare il legame natura-salute sono stati presi in considerazione. E la forza, la coerenza e la convergenza delle risultati sono notevoli”, ha detto.
Kuo fa un’analogia con gli animali. “Proprio come ratti e altri animali da laboratorio che vivono in ambienti non idonei migliorano i propri parametri quando vengono inseriti in contesti ambientali e sociali più idonei, così succede agli esseri umani”, ha detto.
“In ambienti più verdi, ad esempio, si è visto che la gente è più generosa e più socievole. Si scopre che i legami di vicinato sono più forti e che c’è un maggiore senso di comunità, di fiducia reciproca e più disponibilità ad aiutare gli altri.
“In ambienti meno verdi, troviamo tassi più elevati di aggressività, violenza, crimini violenti e danni alla proprietà, anche dopo un aggiustamento per differenze di reddito o altro”, ha detto. “Abbiamo anche trovato ulteriori prove di maggiore senso di solitudine e un di un inadeguato sostegno sociale”.
L’equazione sembra troppo semplice per essere vera.
L’accesso agli ambienti verdi dà un miglior funzionamento cognitivo, più auto-disciplina e controllo degli impulsi, e una maggiore salute mentale globale. Meno presenza di natura nel proprio ambiente è stata legata a deficit di attenzione aggravato, sintomi di iperattività, più alti tassi di disturbi d’ansia, e più alti tassi di depressione clinica.
E come se non bastasse, Kuo afferma che l’impatto dei parchi e degli ambienti verdi sulla salute umana si estendono al di là dei risultati di salute sociale e psicologica, per arrivare a includere differenze nella salute fisica.
Gli ambienti verdi favoriscono il recupero da un intervento chirurgico, attivano e sostengono più elevati livelli di attività fisica, migliorare il funzionamento del sistema immunitario, aiutano i diabetici a raggiungere più sani livelli di glucosio nel sangue, e migliorano lo stato generale di salute e di vita indipendente tra i più anziani.
Al contrario, gli ambienti con meno spazi verdi sono associati ad un maggiore tasso di obesità infantile; tassi più alti in 15 su 24 categorie di malattie, comprese le malattie cardiovascolari, e più alti tassi di mortalità negli adulti.
“Raramente i risultati scientifici su qualsiasi questione si allineano in modo così chiaro”, ha aggiunto.
A causa di questa forte correlazione tra natura e salute, Kuo incoraggia urbanisti a progettare le comunità con più spazi di verde pubblico, non come mera questine estetica per abbellire un quartiere, ma come una componente essenziale che promuoverà un modo di vivere più sano e comunità più forti.