Una nuova indagine di un reporter cinese getta ombre sull’etica del lavoro che sta dietro al produzione dell’amatissimo iPhone 5 della Apple. Il giornalista dello Shanghai Evening Post,racconta di condizioni di lavoro disumane, con turni di 7 ore non-stop, atti di bullismo da parte dei superiori e gravissime condizioni sanitarie nei dormitori.
L’articolo racconta di 8 giorni trascorsi alla Foxconn come finto lavoratore. Dal primo giorno, in cui per essere assunto deve presentare la carta d’indentità e poi rispondere ad un test per dimostrare di essere “sano di mente”, il reporter descrive la giornate tipo nella fabbrica, dove i lavoratori anche mangiano e dormono. Le zone per “ricrearsi”, diciamo così, sono fatiscenti, chiuse o lasciano qualche dubbio sul tipo di attività che vi si svolge, visto che il reporter racconta di una discoteca in cui i lavoratori vengono invitati a urlare mentre ballano visto che sono super stressati a causa del lavoro.
Durante il briefing ai lavoratori sono state spiegate le regole della fabbrica anche attraverso la visione di un video. Sull’argomento suicidio, gli istruttori hanno tentato di sorvolare in tutti i modi, tanto più quando uno dei nuovi lavoratori aveva detto che quell’ambiente poteva condurre al suicidio. In effetti il giornalista aveva notato che alle finestre dei dormitori c’erano delle sbarre che potevano servire proprio alloscopo che qualcuno infilasse la finestra in preda alla disperazione dopo il turno di lavoro.
I giornalista racconta che già dopo il briefing aveva un forte dolore a testa e collo. Per questo motivo si era recato in infermeria. Ma il dottore doveva occuparsi di 5 persone contemporaneamente essendoci un solo medico per piano. Il turno del giornalista si svolgeva di notte ed era consentito riposare solo di giorno. D’altra parte appena entrati nella sala di produzione, il superiore aveva gridato a tutti che una volta seduti, l’unica cosa a cui avrebbero dovuto pensare era fare quello che venivo loro detto.
Il giornalista era addetto a costruire il retro dell’iPhone 5. Doveva fare l’operazione per 10 volte al minuto per 7 ore ininterrottamente, producendo circa 3.000 pezzi. Secondo i calcoli del giornalista ognuna delle 4 linee presenti produceva 36.000 pezzi posteriori di iPhone.
I dormitori consistenti in letti a castello serrati, come si può vedere dalle foto, erano in condizioni igieniche precarie con scarafaggi e parassiti attirati probabilmente dalla spazzatura ammucchiata fuori dalle stanze. Anche le stanze “ricreative” erano fatiscenti.
Tenuto in conto che la fonte dovrebbe essere verificata, Foxconn da parte sua ha detto che farà delle verifiche soprattutto nei dormitori e sui supervisori al lavoro.
“Foxconn non è perfetta, ma facciamo progressi ogni giorno e siamo sempre d’esempio nel dare risposte ai bisogni dei giovani lavoratori in Cina. A qualsiasi cosa che, come il reportage in questione, possa indicare che i nostri standard non trovano riscontro, farà seguito un’indagine e una soluzione”.
Apple invece aveva affidato alla Fair Labor Association il compito di controllare gli stabilimenti e le condizioni di lavoro.