I nonni europei trascorrono molto tempo con i propri nipoti e il rapporto sembra essere molto più solido e stretto rispetto a una volta. E’ quanto afferma il sociologo norvegese Knud Knudsen, professore presso l’Università di Stavanger, autore di un recente studio sul tema, nonno (quasi a tempo pieno) di quattro nipoti di età compresa tra uno e 11 anni. Insieme alla moglie Gro condivide la quotidianità e si trova, come molti nonni, alle prese con la scuola, i compiti, lo sport, la scuola e i mille impegni dei ragazzi di oggi. I coniugi Knudsen dedicano spesso il fine settimana alla loro famiglia allargata e al babysitting, un’attività che “offre nuove prospettive e sfide istruttive, e dà più senso alla vita”.

Lo studio, uno dei più grandi del continente in termini di ampiezza del campione, è stato condotto su circa 5500 nonni di età compresa tra i 60 e gli 85 anni, residenti in 11 differenti paesi europei: Austria, Danimarca, Francia, Grecia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera, Spagna e Belgio. Il professor Knudsen ha messo in evidenza come gli arzilli vecchietti d’Europa passino sempre più tempo con i propri nipoti, rilevando tuttavia delle differenze tra nonni e nonne.
Le nonne – come donne, madri e, appunto, nonne – , tendono a intrecciare contatti e rapporti più ampi e vari con il resto della famiglia, così come ad assumersi maggiori responsabilità per il mantenimento di buone relazioni, sia a livello di coppia che famigliare. Se infatti è un vantaggio per entrambi i coniugi avere un compagno di vita al proprio fianco, sono proprio gli uomini, soprattutto in età avanzata, a beneficiare del matrimonio e a dipendere maggiormente dal partner. Un nonno che ha ancora accanto la moglie, sembra trovi più facile e piacevole condividere la propria vita e le esperienze quotidiane con i propri nipoti.
Sia i cambiamenti sociali che quelli demografici sono alla base del coinvolgimento e della forte interrelazione nonni-nipoti. Mentre generazioni diverse tendono ad una coabitazione particolarmente stretta e importante, nuovi modelli stanno via via emergendo: si vive più a lungo e si gode di buone condizioni di salute per più tempo. In generale i nonni moderni sono più attivi e partecipativi, e comunicano di più con i propri nipoti.
I genitori sono invece molto più occupati (e spesso preoccupati): tra mille impegni e la carriera è spesso difficile conciliare la famiglia e il lavoro. Inoltre, a differenza delle generazioni precedenti, si tende a diventare mamme e papà più in là con gli anni, in una fase della vita in cui si è particolarmente assorbiti dalle proprie occupazioni e costretti a condurre una vita frenetica. Alla luce di ciò, i nonni che scelgono di stare con i nipotini e che a loro decidono di dedicarsi, possono rappresentare una notevole risorsa per i genitori ed essere di grande aiuto.
Dal punto di vista sociologico, questo fenomeno potrebbe essere spiegato da alcuni come un atteggiamento “opportunistico”, una sorta di investimento per il futuro. “Se tale argomentazione fosse corretta, le nonne vedove passerebbero più tempo con i nipoti – ma di fatto questo non avviene”, sottolinea Knudsen. Piuttosto, nonni e nonne possono avere situazioni di partenza personali e sociali molto diverse. “Quindi, anche se le nonne trascorrono più tempo con i nipoti rispetto ai nonni, tale differenza si annulla dopo i 60 anni. Superata la soglia dei 70 infatti, la situazione si ribalta e sono proprio i nonni a “prendere il comando”.
Gli uomini sembrano cavarsela piuttosto bene nei panni di nonni. Una ragione importante, come detto in precedenza, è che di solito hanno ancora un partner al proprio fianco. Va tuttavia sottolineato che non si tratta di una regola assoluta. Molti nonni hanno altre priorità o vivono lontano dai nipoti e questo naturalmente influisce sul tempo passato insieme. La Norvegia non è uno degli 11 paesi coinvolti nello studio, ma le stesse conclusioni valgono sostanzialmente anche per i nonni norvegesi. Le differenze rilevate tra i paesi europei sono infatti minime.
Per approfondimenti: Knud Knudsen, European grandparents’ solicitude: Why older men can be relatively good grand-fathers, Acta Sociologica, Sept. 2012 vol 55 no 3 231-250, doi: 10.1177/0001699312447962.