Il miliardario egiziano Naguib Sawiris, di religione copta, è stato rinviato ieri a giudizio con l’accusa di oltraggio al’Islam per aver pubblicato sul suo account di Twitter una caricatura islamica dei famosi personaggi della disney Minnie e Topolino. In testa all’accusa figura il noto avvocato, nonché leader della corrente salafita Mamdouh Ismail.
La vicenda risale a fine giugno scorso, quando il magnate egiziano Sawiris, conosciuto in Italia perchè presidente della compagnia telefonica Wind, pubblicò sulla sua pagina Twitter la foto di Minnie e Topolino in abiti musulmani. In particolare Topolino con la kefiah e la barba lunga e Minnie con il niqab, il velo integrale che lascia scoperti solo gli occhi.
Immediata la reazione di quattordici avvocati che lo hanno accusato di aver “offeso la religione islamica e il profeta Maometto”, oltre che di aver “minacciato la pace sociale” in un momento storico tanto delicato soprattutto per quanto riguarda le relazioni fra musulmani e copti.
Tra gli avvocati promotori dell’accusa figura un personaggio molto influente, l’avvocato Mamdouh Ismail che a partire dagli anni ’80 ha difeso numerosi egiziani accusati di terrorismo e che è stato arrestato nel 2007 con l’accusa di essere il referente del “progetto Egitto” di al-Qaida. Ismail è, inoltre, uno dei fondatori del nuovo partito al-Nūr, movimento fondamentalista che ha una visione dell’Islam marcatamente conservatrice nota anche come salafita.
La vicenda della caricatura passa però in secondo piano se si analizzano l’accusato e l’accusatore, due personaggi in antitesi. Il primo è un esponente della comunità copta ed è uno degli uomini più ricchi dell’Egitto, in quanto proprietario dell’azienda di telecomunicazioni Orascom, la più grande azienda privata del paese. In passato si è espresso molte volte in favore della secolarizzazione dell’Egitto e contro il fondamentalismo, condannando anche l’obbligo di indossare il velo per le donne. Il secondo è invece un musulmano estremista, leader della corrente salafita che predica il ritorno all’islam degli antenati e che giudica con disprezzo “il condizionamento occidentale che ha secolarizzato l’Egitto”.
I due personaggi si danno battaglia anche politicamente, e sono entrambi impegnati nelle prime elezioni legislative del dopo Mubarak. Infatti se Ismail è uno degli esponenti più in vista del partito al-Nūr, che ad oggi è secondo solo al partito Libertà e Giustizia dei Fratelli Musulmani; Sawiris è uno dei fondatori del partito degli Egiziani liberi, che si è piazzato al terzo posto. Tali risultati, però, non sono ancora definitivi. Bisogna aspettare il ballottaggio per il terzo turno che si terrà nei prossimi giorni. Ricordiamo che le elezioni serviranno ad eleggere i membri della Camera Bassa del Parlamento egiziano, che avranno fra gli altri, il compito di scrivere una nuova Costituzione entro la fine di quest’anno.