Gaianews

Siria: Assad minaccia uso di armi chimiche

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.07.2012
Bashar Al Assad

Photo: Bertil Videt, gennaio 2006. Fonte Wikipedia

Mentre il Ministro degli esteri Giulio Terzi parla di pulizia etnica riguardo alle azioni dell’esercito di Assad in Siria, i Ministri degli Esteri dell’Unione europea si sono riuniti oggi per discutere della difficilissima situazione, in particolare per rafforzare un embargo sulle armi allo scopo di tenere le armi fuori dalla Siria.

L’embargo consisterà nel controllo di tutti i carichi di terra e d’aria che partiranno dal suolo europeo. Inoltre saranno saranno colpite altre entità e persone specifiche che sostengono il governo di Assad. Da martedì partirà il congelamento dei beni e il ritiro dei visti.

Da parte sua Assad ha rincarato gravemente le minacce: il ministro degli Esteri Jihad Makdissi ha affermato che non useranno le armi chimiche contro il proprio popolo, ma le useranno se ci sarà un attacco esterno. Secondo Makdissi le armi chimiche ci sono e sarebbero sotto controllo.

Nel frattempo continua l’emorragia di siriani verso il libano: negli ultimi giorni, secondo l’agenzia per i rifugiati dell’ONU sono stati 30.000 coloro che hanno varcato i confini.

La Lega Araba ha offerto ad Assad la garanzia della fuga nel caso in cui decidesse di lasciare il potere. Inoltre i paesi della Lega hanno stanziato 100 milioni di dollari per i rifugiati in Siria.
Anche l’Unione Europea ha stanziato altri 27,5 milioni di euro per i rifugiati raggiungendo i 65 milioni.

All’offerta della Lega Araba Makdessi ha risposto laconicamente: “Siamo desolati che la Lega Araba si sia abbassata a questi livelli nei confronti di un paese membro.Una decisione del genere compete al popolo siriano, che è il solo padrone del proprio destino”.

Ieri il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha detto che sono quasi 17.000 le persone uccise da quando la rivolta contro il regime di Assad è iniziata nel marzo dello scorso anno.

Questo bilancio delle vittime è il più alto dalle stime precedentemente adottate dalle Nazioni Unite, che per diversi mesi avevano parlato di 10.000 persone uccise.

Nelle città di Homs e Rastane, secondo fonti della rivolta continuano i bombardamenti.

Il quartiere di Mazzè secondo l’agenzia siriana SANA è stato ora ripreso dall’esercito che ha arrestato e ucciso alcuni terroristi. Gli attivisti segnalano l’uccisione di almeno venti civili rastrellati nella notte e freddati con ancora il pigiama addosso.

Fonti: VOA, SANA, Corriere.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA