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Siria: emergenza agricoltura a causa della guerra

L’anno scorso la produzione di grano e orzo è scesa a meno di 2 milioni di tonnellate, dai 4-4,5 milioni di tonnellate normalmente registrati in precedenza

Scritto da Nadia Fusar Poli il 23.01.2013

Ventidue mesi di conflitto rischiano di straziare il settore agricolo della Siria: la produzione di cereali, frutta e verdura sta crollando mentre si assiste ad una massiccia distruzione di infrastrutture essenziali, come quelle destinate all’irrigazione dei terreni. E’ il drammatico scenario che emerge dalla recente missione delle Nazioni Unite, durante la quale sono stati effettuati sopralluoghi in diverse zone del paese – a Damasco come nei governatorati di Homs e Dara’a – dilaniato dalla violenza e da una guerra che non sembra concedere tregua.

“La distruzione delle infrastrutture in tutti i settori è enorme ed è chiaro che più a lungo il conflitto durerà, più tempo ci vorrà per il recupero”, ha dichiarato Dominique Burgeon, Direttore della Divisione per l’emergenza e la Riabilitazione della FAO, che ha reso parte alla missione. Dei 10 milioni di siriani che vivono nelle zone rurali – una fetta di popolazione che rappresenta circa il 46 per cento della totalità – l’80 per cento trae sostentamento proprio dal settore agricolo.

Valle dell' Oronte, Siria

Quale scenario hanno tratteggiato le Nazioni Unite?
– L’anno scorso la produzione di grano e orzo è scesa a meno di 2 milioni di tonnellate, dai 4-4,5 milioni di tonnellate normalmente registrati in precedenza
– La produzione di ortaggi, frutta e olive è significativamente diminuita, pressoché dimezzata
– Solo il 45 per cento degli agricoltori ha potuto attingere pienamente ai propri raccolti di cereali; l’insicurezza e la mancanza di carburante ha reso difficile, e in alcuni casi impossibile, la normale raccolta di prodotti della terra
-Vi è una mancanza di accesso ai fattori di produzione agricoli compresi i semi di qualità e i fertilizzanti.
– I danni causati ai principali canali di irrigazione, soprattutto a Homs, e la mancanza di carburante per le pompe di irrigazione, impediscono l’utilizzo di acqua
– Non è stato possibile spostare il bestiame verso i pascoli e la stessa sopravvivenza degli animali è compromessa dalla mancanza di alimenti e farmaci veterinari, la cui importazione è ostacolata da sanzioni.
– La produzione di pollame, una fonte tradizionale di proteine animali a basso costo è stata duramente colpita in seguito alla distruzione di importanti aziende a Homs, Hama e Idleb.

Se le condizioni di sicurezza lo permetteranno, l’agricoltura dovrà (tornare a) rivestire un ruolo prioritario e fornire concreto aiuto al popolo siriano. Poter continuare a coltivare e a produrre, rimanendo sul proprio territorio, significa infatti generare reddito e far fronte alle necessità più urgenti. E’ altresì evidente, come sottolinea Burgeon, che è fondamentale fornire un sostegno all’agricoltura in termini di sementi, concimi, mangimi, farmaci veterinari, pollame e riabilitare le infrastrutture di irrigazione.

La raccolta, l’analisi e la diffusione delle informazioni sulla sicurezza alimentare, rappresentano una componente chiave dei futuri lavori della FAO, impegnata ad incrementare in modo significativo il proprio sostegno al popolo siriano. Le Nazioni Unite (ONU) stimano che 2,5 milioni di siriani hanno bisogno di assistenza, mentre la situazione umanitaria continua a peggiorare. Tra i principali strumenti di sostegno coordinato, attivati per far fronte all’emergenza Siria, vanno citati il piano di assistenza umanitaria, avviato con il supporto fornito dalle Nazioni Unite e con il coinvolgimento di altri partner e il Piano Regionale di risposta per i rifugiati, guidato dall’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), si rivolge agli sfollati, il cui numero continua a salire.

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