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Due o tre noci al giorno tolgono il medico di torno?

Scritto da Leonardo Debbia il 27.12.2016

Un’ampia analisi dell’attuale ricerca dimostra che introdurre nella nostra alimentazione quotidiana almeno 20 grammi di noci, comporterebbe probabilmente un minor rischio di andare incontro a malattie cardiache, cancro e altre patologie.

Secondo le conclusioni a cui hanno condotto recenti studi, i rischi diminuirebbero del 30 per cento per le patologie cardiache e del 15 per cento per il cancro.

Un consumo regolare di noci sarebbe stato associato anche ad una riduzione del 50 per cento per quel che riguarda le affezioni respiratorie.

La ricerca è stata condotta congiuntamente da studiosi dell’Imperial College di Londra e dell’Università norvegese di Scienza e Tecnologia, che hanno poi pubblicato i risultati ottenuti sulla rivista BMC Medicine.

Il team di ricercatori ha analizzato 29 studi pubblicati un po’ovunque nel mondo e che ha visto coinvolti 819mila partecipanti, tra cui 12mila pazienti affetti da malattia coronarica, 9000 casi di ictus, 18000 casi di malattie cardiovascolari e cancro e più di 85000 morti.

Mentre sono state registrate alcune variazioni all’interno delle popolazioni, ad esempio tra uomini e donne, tra persone viventi in regioni differenti e tra persone con diversi fattori di rischio, i ricercatori hanno scoperto che il consumo assiduo di frutta secca sarebbe da correlarsi con una riduzione generalizzata dei rischi di varie patologie.

“Negli studi nutrizionali, fino ad ora gran parte della ricerca era stata indirizzata sui grandi killer, quali le malattie cardiache, l’ictus e il cancro”, afferma Dagfinn Aune, della School of Public Health presso l’Imperial College, co-autore dello studio. “Ora stiamo iniziando ad analizzare i dati desunti da consumi analoghi, in relazione ad altre patologie”.

“Abbiamo riscontrato una consistente riduzione del rischio in malattie diverse. E questa è una indicazione di cui tenere conto, nel constatare che esiste senza dubbio un vero e proprio rapporto di fondo tra il consumo di noci e i diversi risultati per la salute”.

Occorre precisare che lo studio non è stato ristretto alle sole noci ma ha incluso tutti i tipi di frutta a guscio, come nocciole, mandorle, anacardi, pistacchi e arachidi, anche se queste ultime sono legumi.

“Ciò che rende il consumo di noci potenzialmente vantaggioso, dice Aune, è l’alto valore nutrizionale.

“Noci e arachidi sono ricchi di fibre, magnesio e grassi polinsaturi; nutrienti che aiutano nelle patologie cardiovascolari e che riducono i livelli del colesterolo”.

“Alcune varietà, ad esempio le noci pecan, sono anche ricche di antiossidanti, in grado di combattere lo stress ossidativo ed eventualmente ridurre il rischio di cancro. Anche se le noci sono molto ricche di grassi, contengono infatti fibre e proteine in abbondanza ed esistono prove che potrebbero, nel corso del tempo, ridurre anche il rischio di obesità”.

In 100 grammi di noci troviamo il 16 % di proteine, il 12 % di glucidi e il 60 % di grassi, ma  questi ultimi sono monoinsaturi, trattandosi di omega 3 e omega 6, famosi per ridurre trigliceridi e colesterolo nel sangue.

Lo studio non fa che consolidare i risultati di ricerche che vanno avanti ormai da diversi anni.

Già nel 2012, in Italia, la Fondazione Veronesi per il progresso delle scienze ne incoraggiava l’uso quotidiano a difesa del cuore.

Nel 2013, all’Experimental Biology Meeting tenutosi a Boston dal 20 al 24 aprile, furono presentati i risultati di tre studi, uno della Loma Linda University, California, sulla sindrome metabolica, il secondo, del National Health and Nutrition Examination Surveys (NHAES), negli USA, condotto dal 2005 al 2010 sugli effetti della frutta secca sulla pressione sanguigna sistolica e il colesterolo ‘buono’; e il terzo studio, dell’Università di Toronto, in Canada, sui marker per il rischio di malattie cardiovascolari.

Tutti e tre gli studi giungevano a conclusioni analoghe per i rispettivi obiettivi sui vantaggi derivanti dagli apporti di fibre, potassio e magnesio contenuti nella frutta secca e particolarmente nelle noci.

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