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Quando a curarti è la mano invisibile. Farmaci generici nel Regno Unito

Scritto da Claudia Zucca il 16.11.2010

Quando si va a comprare il paracetamolo in Italia si entra in farmacia e si chiede la tachipirina. Non il principio attivo generico, ma uno specifico prodotto di una nota casa farmaceutica. Quando a Londra si necessita di paracetamolo, si va al supermercato e si sceglie tra una ampia gamma di prodotti che sono equivalenti, ma prodotti da diverse case farmaceutiche e con prezzi che variano enormemente.

Prima di tutto in Gran Bretagna le farmacie non esistono. Quelle che vengono chiamate così sono più che altro delle grosse profumerie che vendono tutto ciò che riguarda l’igiene e la cura della persona. Se si ha bisogno di un farmaco con prescrizione lo si richiede al banco, altrimenti ognuno si serve da solo. Tutti i farmaci da banco sono comunque disponibili al supermercato, spesso alle casse, di fianco alle lamette da barba e alle caramelle.

I farmaci sono molto economici nel Regno Unito. Per una confezione di paracetamolo da 500 mg si può spendere 30 centesimi di sterlina, che sono circa 50 centesimi di euro, ma allo stesso tempo, se uno preferisce, può trovare lo stesso farmaco a prezzo superiore, magari con delle varianti introdotte dalla casa farmaceutica per rendere il prodotto più competitivo sul mercato. Ad ogni modo nessun farmaco arriva a costare le cifre che costa in Italia.

Usiamo come esempio le strisce reattive che usano i diabetici, prodotto indispensabile, caro, e non fornito in quantità sufficienti dal servizio sanitario nazionale. Ogni mese in Italia centinaia di diabetici integrano le scorte di strisce reattive fornite dal sistema sanitario con altre confezioni acquistate a loro spese, per garantirsi una terapia adeguata. Una scatola di queste strisce costa tra i 15 ed i 20 euro ed contiene materiale sufficiente per una terapia che va dai 2 ai 4 giorni ( più a lungo nel diabete di tipo 2). Per trovare il prodotto bisogna recarsi in farmacia, ed a seconda della regione è di difficile reperibilità e va perciò ordinato con un po’ di anticipo.

In Inghilterra lo stesso prodotto è acquistabile al supermercato come un farmaco da banco, senza bisogno di chiedere aiuto al farmacista, per circa 6 sterline, che equivalgono più o meno ad 8 euro.

A cosa attribuiamo queste differenze? Al mercato. In Italia il funzionamento della vendita dei farmaci è qualcosa di nebuloso, che viene tassato in modi, luoghi e per ragioni ai più sconosciute. Il mercato non è competitivo e le case farmaceutiche si ritrovano in situazione di monopolio. La tachipirina non ha bisogno di essere gran che pubblicizzata, tutti la comprano comunque, e poca gente sa che il nome vero del farmaco, il così detto principio attivo, è il paracetamolo.

Questo fenomeno è la conseguenza di un sistema sanitario costruito sul modello di welfare state, in cui le persone non devono preoccuparsi dei costi della sanità perchè ci pensa lo stato. Ma nel momento in cui lo stato non ci pensa più a sufficienza, noi ci ritroviamo ad affrontare dei salassi mensili in cure e medicine.

Questo sistema economico non definito genera perciò enormi problemi alla vita degli italiani, problemi a cui la Gran Bretagna ha ovviato usando i metodi economici  classici della “mano invisibile”, il mercato che grazie alla competizione tiene bassi i prezzi. Questo non è l’unico modello possibile, ne il migliore, ma per lo meno è una scelta che garantisce una funzionalità. L’Italia alla sua scelta ci sta ancora pensando, intanto la gente subisce.

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  • Elio Ratto scrive:

    Concordo sul fatto che in Italia vige un sistema di monopolio delle case farmaceutice (e non solo) dovuto sempre all’intreccio politico-finanziario. Detto ciò un servizio di distribuzione dei farmaci tramite farmacie (purtroppo anch’esse in regime di monopolio)sia sempre auspicabile. Tengo a sottolineare comunque che i farmaci generici da me sperimentati (anche in caso di polmonite, per cui si trattava di antibiotici) non hanno dato il dovuto risultato, per cui in alcuni casi sono risultati del tutto inefficaci e/o addirittura dannosi. Ritengo che molti di questi farmaci sono privi dei dovuti eccipienti alcune volte indispensabili per una maggior efficacia e/o tollerabilità del prodotto.
    Gli organi di controllo su queste problematiche sono totalmente assenti.

  • Chiara scrive:

    Beh non sono assolutamente d’accordo sul fatto di vendere il paracetamolo al supermercato tra le caramelle e le lamette da barba. Negli USA ho visto addirittura barattoli da 500 pastiglie di paracetamolo al supermercato!!!
    Sembra un farmaco blando, ma conosco persone che ci si sono intossicate.
    Detto questo, credo che ci siano tutta una serie di sfumature intermedie: a mio parere i medici dovrebbero essere obbligati a prescrivere il principio attivo (con il dosaggio) e poi dovrebbe spettare al paziente comparare i prezzi e acquistare il farmaco che preferisce.
    Sono d’accordo anche sul fatto di vendere i farmaci al supermercato, ma come ora, sempre comunque tramite un farmacista.
    Ci vuole un po’ di controllo, non si possono lasciare le persone in balia dei farmaci.
    Una riprova è quella del fatto che, dopo che è uscita la pubblicità del tantum rosa in TV, un bel po’ di donne sono finite al pronto soccorso intossicate perchè se lo bevevano invece di fare le lavande… Qualcuno potrebbe dire “è selezione naturale” però lo stato ha il dovere di proteggere i suoi cittadini.