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Possibili nuove cure per il cancro alle ovaie: il nemico sono le cellule di grasso

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 31.10.2011

CancroUn blocco di grandi dimensioni di cellule adipose che si estende dallo stomaco e copre l’intestino fornisce le sostanze nutrienti che promuovono la diffusione e la crescita del carcinoma ovarico, secondo lo studio di un gruppo di ricerca con sede presso l’Università di Chicago pubblicato sulla rivista on line Nature Medicine il 30 ottobre scorso.

Il cancro ovarico è la quinta causa di decessi per cancro nelle donne e tende a diffondersi all’interno della cavità addominale. Nell’80 per cento delle donne, quando il tumore ovarico viene diagnosticato, si è già diffuso al rilievo delle cellule adipose, chiamato omento. Spesso, la crescita del cancro nell’ omento supera la crescita del cancro ovarico originale.

“Questo tessuto adiposo, che è straordinariamente ricco di lipidi ad alta densità energetica, agisce come trampolino di lancio e fonte di energia per la diffusione probabilmente letale del cancro ovarico”, ha detto l’autore dello studio Ernst Lengyel professore di ostetricia e ginecologia presso l’Università di Chicago. “Le cellule che compongono l’omento contengono l’equivalente biologico del carburante. Nutrono le cellule cancerose, permettendo loro di moltiplicarsi rapidamente. Ottenere una migliore comprensione di questo processo potrebbe aiutarci a imparare a distruggerlo.”

I ricercatori hanno eseguito una serie di esperimenti per identificare il ruolo di queste cellule di grasso come mediatori principali di metastasi del cancro ovarico. Il primo passo è stato quello di comprendere i segnali biologici che attraggono le cellule del cancro ovarico all’omento e che permettono poi di utilizzarlo per una rapida crescita.

La diffusione delle cellule tumorali dall’ovaio all’ omento può accadere rapidamente. Le cellule del cancro ovarico iniettate nell’addome di topi sani trovano la loro strada verso l’omento in 20 minuti. I ricercatori hanno scoperto che i segnali di una proteina emessa dall’omento sono in grado di attrarre le cellule tumorali. Degli inibitori che questi disturbano questi segnali riducono questa attrazione di almeno il 50 per cento.

Una volta che le cellule del cancro ovarico raggiungono l’omento, si sviluppano rapidamente, riprogrammando il loro metabolismo per prosperare sui lipidi acquisiti dalle cellule adipose. Il cancro ovarico può rapidamente convertire l’intero omento in una massa solida di cellule tumorali.

“Questo meccanismo non può essere limitato alle cellule del cancro ovarico”, osservano gli autori. Il metabolismo dei grassi può contribuire anche allo sviluppo del cancro in altri ambienti in cui le cellule di grasso sono abbondanti, come il cancro al seno.

Una proteina nota come proteina di acidi grassi vincolanti (FABP4), un vettore di grassi, può essere cruciale per questo processo e potrebbe essere un bersaglio per il trattamento.

Quando i ricercatori hanno confrontato il tessuto primario del cancro ovarico con il tessuto ovarico del cancro che si era diffuso all’omento, hanno trovato che le cellule tumorali accanto alle cellule di grasso avevano prodotto alti livelli di FABP4. Le cellule tumorali lontane dalle cellule di grasso non avevano prodotto FABP4.

Quando i ricercatori hanno inibito la FABP4, il trasferimento dei nutrienti dalle cellule di grasso alle cellule tumorali è stato drasticamente ridotto. L’inibizione della FABP4 ha anche ridotto la crescita tumorale e la capacità dei tumori di generare nuovi vasi sanguigni.

“Quindi,” scrivono gli autori, “la FABP4 emerge come un bersaglio eccellente nel trattamento della diffusione dei tumori intra-addominale, che preferenzialmente produce metastasi al tessuto adiposo, a partire da ovaie, stomaco e  colon”.

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