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Gli spazi vitali organizzati dei Neanderthal

Scritto da Leonardo Debbia il 16.12.2013

Gli scienziati hanno scoperto che i Neanderthal avevano organizzato i loro spazi vitali secondo criteri molto simili a quelli degli esseri umani moderni, una scoperta che ancora una volta mette in evidenza le somiglianze tra questi ancestrali cugini.
I risultati di una ricerca, pubblicati sul Canadian Journal of Archaeology, indicano che i Neanderthal macellavano animali, costruivano strumenti e si riunivano attorno al fuoco in parti diverse dei loro rifugi, dimostrando una accurata organizzazione domestica.

Uomo di Neanderthal, ricostruzione.  Museo di Neanderthal

Uomo di Neanderthal, ricostruzione. Museo di Neanderthal

Persiste tuttora, tra studiosi, una errata convinzione che i Neanderthal non avessero un uso organizzato dello spazio, una caratteristica ritenuta propria degli esseri umani”, dice Julien Riel-Salvatore, professore di Antropologia all’Università del Colorado Denver, autore principale dello studio. “Invece, abbiamo scoperto che i Neanderthal non solo non abbandonavano i loro averi disordinatamente, ma erano altresì molto organizzati nel ripartire l’utilizzazione degli spazi domestici”.

Queste conclusioni si basano sugli scavi condotti al Riparo Bombrini, un sito del Nord-ovest d’Italia, dove i Neanderthal prima e quindi gli esseri umani moderni, i Sapiens, hanno vissuto per migliaia di anni.

Lo studio si è limitato ai livelli inferiori del sito, mentre i livelli superiori occupati dai Sapiens saranno esaminati in futuro, allo scopo di confrontare i modi di vita e di organizzazione degli spazi delle due culture.

Si è scoperto che i Neanderthal avevano suddiviso la grotta in aree diverse, a seconda delle attività. Il livello superiore era utilizzato come stand di caccia e di occupazioni ludiche, dove si macellava il bestiame e si preparavano anche attività relative al gioco.
Il livello intermedio era un campo base a lungo termine, mentre il livello di base era un campo residenziale a breve termine.

Nel livello superiore sono state trovate due parti distinte: in una sono stati rinvenuti frequenti resti di animali macellati, mentre nell’altra, posteriore, c’erano evidenti tracce di ocra rossa, senza peraltro che se ne conoscesse la funzione.
“Si suppone che l’ocra possa essere servita per la concia delle pelli, per incollare, come antisettico oppure per scopi simbolici”, dice Riel-Salvatore.

Nel livello medio, dove comparivano segni di un’intensa occupazione umana, i manufatti erano distribuiti in maniera diversa. Ossa di animali erano concentrate nella parte anteriore piuttosto che in quella posteriore della grotta, così come pure gli strumenti in pietra e le armi. In fondo alla grotta c’era un focolare, a circa un metro e mezzo dalla parete: la sua posizione doveva consentire al calore di circolare nella zona-giorno.

“Quando si costruiscono strumenti in pietra, si producono schegge e detriti che ci si guarda bene dal lasciare sparsi nelle zone molto frequentate, per non ferirsi”, dichiara Reil-Salvatore.
“Ci sono meno manufatti nella parte posteriore del rifugio, vicino al focolare, a testimoniare questa particolare attenzione”.

Il livello inferiore è un campo base a breve termine ed è il meno conosciuto perché ripulito solo in parte. Qui, i manufatti in pietra erano vicini all’ingresso, suggerendo una collocazione cercata in una zona dove giungesse meglio la luce del sole.

In tutti i livelli, assieme all’ocra, sono stati trovati anche frammenti di molluschi, a riprova dello sfruttamento del mare per uso alimentare.
Riel-Salvatore ha scoperto che i Neanderthal erano più avanzati di quanto ritenuto, innovativi nella creazione di strumenti d’osso, ornamenti e punte di lancia.

“Il quadro generale di questo studio è un ulteriore esempio che i Neanderthal abbiano usato un qualche modello logico per organizzare i loro siti e la loro vita quotidiana”, commenta Riel-Salvatore. “Se si ha intenzione di identificare il comportamento umano moderno sulla base di modelli spaziali organizzati, allora bisogna estenderne lo studio anche ai modelli dei Neanderthal”, conclude.

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