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Il potere dei fiori per eliminare il veleno e produrre platino

Immaginate un fiore che bonifica il terreno e in più produce utili nanoparticelle. Non è più solo fantascienza. Un consorzio di ricercatori guidati dell'Università di Warwick sta per intraprendere un programma di ricerca per il valore di 3 milioni di dollari che vuole creare un fiore che abbia la capacità di bonificare i terreni inquinati

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.11.2012

Immaginate un fiore che bonifica il terreno e in più produce utili nanoparticelle. Non è più solo fantascienza. Un consorzio di ricercatori guidati dell’Università di Warwick sta per intraprendere un programma di ricerca per il valore di 3 milioni di dollari che vuole creare un fiore che abbia la capacità di bonificare i terreni inquinati. Il fiore inoltre produrrà nanoparticelle di platino e arsenico che possono essere utilizzate in convertitori catalitici e trattamenti per il cancro. 

Fiore bianco

Sono diverse le università che hanno messo in comune impegno e competenza per elaborare questo progetto  innovativo di ricerca multidisciplinare che vorrebbe proporsi per risolvere sfide tecnologiche ed ambientali. Le università coinvolte sono  l’Università di Warwick, la Newcastle University, l’Università di Birmingham, la Cranfield University e l’Università di Edimburgo.

I ricercatori hanno messo insieme le conoscenze su come utilizzare le piante e i batteri per assorbire particolari elementi e sostanze chimiche e su come raccogliere e in seguito elaborare quel materiale. Hanno messo a punto un metodo per dimostrarne la fattibilità  e sono fiduciosi di poter utilizzare le classi comuni di fiori e piante (come l’Alyssum), per rimuovere sostanze chimiche tossiche come l’arsenico e il platino dalla terra inquinata e dai corsi d’acqua, permettendo potenzialmente che quella terra sia  recuperata e riutilizzata.

Questo sarebbe di per sé un risultato importante, ma i ricercatori hanno scoperto che avevano la conoscenza per ottenere molto di più di una semplice pulizia del terreno.

Il ricercatore responsabile del progetto, il professor Kerry Kirwan dall’Università di Warwick ha spiegato: “I processi che sono in via di sviluppo non solo rimuovono i veleni come l’arsenico e il platino dai terreni contaminati e dai corsi d’acqua, ma siamo anche sicuri che possiamo sviluppare la biologia adatta e i processi di bioraffinazione che potrebbero personalizzare le forme e le dimensioni del metallo di cui saranno fatte le nanoparticelle.

Questo darebbe ai fabbricanti di convertitori catalitici, agli sviluppatori di trattamenti contro il cancro e di altre tecnologie applicabili esattamente la giusta forma, le dimensioni e altre funzionalità di cui c’è bisogno senza un successivo affinamento. Siamo anche in attesa di recuperare altri materiali ad alto valore aggiunto, quali prodotti della chimici, prodotti farmaceutici, anti-ossidanti dalle colture durante il processo di bioraffinazione stesso. “

 

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  • letiziaparadossi scrive:

    sono felice che i fiori oltre la loro bellezza, portino anche vantaggi alla salute del terreno. le cose belle salveranno il mondo, diceva Dostoieski