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La sonda Juno si avvicina a Giove

Scritto da Silvia Buda il 21.06.2016

La sonda della Nasa Juno sarà in orbita attorno al gigante gassoso del nostro Sistema Solare, il pianeta Giove, il prossimo 4 luglio, con il compito di studiarne il campo magnetico. Juno sarà a 780 milioni di chilometri dal Sole. I suoi compiti sono quelli di capire le proprietà strutturali e la dinamica generale del pianeta, misurare la composizione dell’atmosfera gioviana, il profilo termico, il profilo di velocità dei venti e l’opacità della nubi. Juno dovrà anche investigare sulla struttura tridimensionale della magnetosfera dei poli. Juno sarà la sonda più lontana dal Sole alimentata da energia solare.

La sonda è stata lanciata quasi cinque anni fa, il 5 agosto del 2011, a bordo di un razzo Atlas V dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida. La missione Juno fa parte del programma New Frontiers della Nasa, per missioni che non devono costare più di 700 milioni di dollari. Infatti, per contenere i costi, è stato deciso che Juno non fosse alimentata da un generatore termoelettrici di energia, ma da pannelli solari lunghi 9 metri, con un totale di 18.698 celle.

La responsabile del progetto Juno, Diane Brown, ha dichiarato quanto segue: “Esattamente un anno fa stavamo procedendo alle correzioni di rotta per sorvolare al meglio Plutone con la New Horizon, in questi giorni ci stiamo preparando per porre in orbita gioviana la sonda che sorvolerà Giove a una distanza mai raggiunta prima”.

Durante le 37 orbite previste attorno al pianeta, la sonda Juno sorvolerà Giove ad una distanza sempre più ravvicinata. Tale avvicinamento la porterà sempre più vicina all’atmosfera di Giove, dove cadrà nel 2017. nonostante ciò Rick Nybakken, del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, ha infatti detto che: “Abbiamo però progettato la missione per poter raccogliere il maggior numero di informazioni in un periodo di tempo limitato”.

Dei 10 strumenti a bordo di Juno, ce ne sono due italiani: il JIRAM (Jupiter InfreRed Auroral Mapper), che ha il compito di studiare le violente aurore polari di Giove e l’atmosfera più esterna del pianeta fino alla profondità di circa 1.000 chilometri, e uno strumento per studiare la forza di gravità del gigante gassoso e con cui si potranno ottenere delle informazioni importantissime sulla struttura interna del pianeta, il cui responsabile è Alberto Adriani dell’Inaf.

A bordo, oltre ad una placca dedicata a Galileo Galilei, con la riproduzione del manoscritto in cui il noto scienziato descrisse quattro lune di Giove (mai osservate prima), c’è anche spazio per i conosciutissimi mattoncini Lego con cui, infatti, sono stati costruiti tre pupazzetti-astronauti. Si tratta di Galileo, Giove e di Giunone.

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