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Geoingegneria. Qualche rimedio per i cambiamenti climatici

Scritto da Leonardo Debbia il 24.04.2020

Alcuni studi svolti in passato avevano ipotizzato che un aiuto contro gli effetti negativi dei cambiamenti climatici poteva essere ricercato nell’applicazione di metodiche di geoingegneria solare.

In un recente studio, i ricercatori dell’University College di Londra (UCL) assieme a colleghi dell’Harvard University, negli Stati Uniti, hanno dimostrato mediante una simulazione che, immettendo artificialmente una quantità opportuna di anidride solforosa nell’alta atmosfera terrestre allo scopo di ispessire lo strato di luce che riflette le particelle di aerosol, era possibile ridurre le temperature medie globali, che tanta importanza rivestono nella totalità degli effetti dei cambiamenti climatici.

Gli studiosi hanno, tuttavia, avanzato un dubbio: i benefici derivanti da questo intervento servirebbero soltanto a livello regionale o potrebbero estendersi all’intero pianeta?

I risultati della ricerca, cui si è giunti, come detto sopra, tramite una sofisticata simulazione, sono stati pubblicati sulla rivista Environmental Research Letters.

Con la sperimentazione, il team ha verificato che l’aggiunta di aerosol alla stratosfera potrebbe di fatto moderare i rischi climatici quasi ovunque, nel mondo, e solo una piccolissima frazione di aree terrestri rimarrebbe esclusa da questo scudo artificiale.

Gli studiosi tengono, tuttavia, a sottolineare che la geoingegneria solare tratta necessariamente solo i sintomi del cambiamento climatico e non la causa, vale a dire l’accumulo di anidride carbonica e altri gas serra nell’atmosfera.

L’intervento sarebbe quindi solo un approccio complementare alla riduzione delle emissioni, che rimane l’obiettivo fondamentale della lotta al global warming.

Lo studio ha fatto seguito ad un articolo pubblicato l’anno scorso sulla rivista Nature Climate Change, in cui gli scienziati avevano ipotizzato risultati positivi da una riduzione della luce solare, auspicando il ricorso ad un incremento atmosferico di anidride solforosa; un metodo semplice da porre in atto, ricorrendo all’ingegneria solare.

“I nostri risultati suggeriscono che, se usato in una determinata quantità, associato comunque ad una seria riduzione dei gas serra, l’intervento della geoingegneria potrebbe essere utile per gestire gli impatti dei cambiamenti climatici. Tuttavia, sul potenziale effetto del metodo permangono ancora parecchie incertezze ed è auspicabile indagare ancora più a fondo per conoscere la reale praticabilità di questa idea”, aggiunge il prof. Irvine, dell’Harvard University.

Nella fase sperimentale, l’anidride solforosa è stata rilasciata a diverse latitudini per produrre in quantità appropriate uno strato di aerosol che fosse proporzionale ad un mantenimento della stabilità delle temperature in uno scenario di riscaldamento globale estremo.

I ricercatori si sono focalizzati sui cambiamenti delle temperature medie ed estreme, sui cambiamenti nella disponibilità d’acqua e sui cambiamenti nelle precipitazioni estreme; vale a dire, le variabili che determinano i principali rischi climatici.

Precedenti studi avevano ammonito che la geoingegneria dell’aerosol nella stratosfera avrebbe prodotto un sostanziale indebolimento dei monsoni e ad un aumento della siccità.

Gli studiosi hanno scoperto oggi che in quelle regioni in cui fosse stato applicato il metodo proposto dall’ingegneria dell’aerosol, si sarebbbe invece incrementata la disponibilità d’acqua, anziché ridurla.

Questo suggerisce che le preoccupazioni legate a ricadute negative sulla disponibilità d’acqua potevano essere considerate fuori luogo.

Il co-autore, prof, Davide Keith, dell’Istituto di Ingegneria e Scienze applicate di Harvard, ha dichiarato: “Le prime ricerche sui modelli climatici mostrano costantemente che una modifica spaziale uniforme delle radiazioni solari potrebbe ridurre significativamente i rischi climatici, se combinata con i tagli alle emissioni. Possiamo fidarci dei modelli? Le incertezze rimangono, ma questo studio è senz’altro un passo avanti verso una modellistica più vicina alla realtà”.

Il team sta ora studiando in modo più approfondito gli effetti previsti sul ciclo dell’acqua dalla geoingegneria dell’aerosol nella stratosfera, per comprendere meglio i potenziali benefici e gli eventuali rischi per gli ecosistemi.

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