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L’aumento di precipitazioni può diminuire la capacità di assorbimento dei suoli

Scritto da Leonardo Debbia il 15.10.2019

Con il passare del tempo, i cambiamenti climatici possono avere impatti notevoli sulle coste, gli oceani, gli ecosistemi, il tempo e la salute umana; ripercussioni che oggi siamo in grado solo di immaginare, ma di cui non si ha ancora una quantificazione certa.

Secondo uno studio condotto dalla Rutgers University del New Jersey (USA), in molte parti del mondo i cambiamenti climatici già in atto possono ridurre la capacità dei suoli di assorbire acqua. Questo fenomeno comporterà sicuramente serie implicazioni per l’approvvigionamento delle acque sotterranee, per la produzione e la sicurezza degli alimenti, il deflusso delle acque piovane, la biodiversità e gli ecosistemi.

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I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances.

“Dal momento che, a causa dei cambiamenti climatici, i modelli delle precipitazioni e di altre condizioni ambientali stanno cambiando a livello globale, i nostri risultati suggeriscono che il modo in cui l’acqua interagisce con il suolo potrebbe cambiare sensibilmente in diverse parti del mondo; e questo potrebbe accadere abbastanza rapidamente”, afferma Daniel Gimenez, studioso del suolo e docente presso il Dipartimento di Scienze ambientali della Rutgers University.

L’acqua presente nel suolo è fondamentale per la conservazione del carbonio; e i cambiamenti fisico-chimici del suolo – secondo Gimenez – potrebbero quindi influenzare il livello di anidride carbonica nell’atmosfera in modo del tutto imprevedibile, dato che l’anidride carbonica è uno tra i principali gas serra legati ai cambiamenti climatici.

Lo scorso anno Gimenez è stato coautore di uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, in cui mostrava che gli aumenti regionali delle precipitazioni conseguenti ai cambiamenti climatici possono avere svariate conseguenze: dalla riduzione della circolazione d’acqua nel suolo all’apporto di più deflussi, da una maggiore erosione ad un incremento di inondazioni improvvise.

A seconda che si abbia un maggior assorbimento d’acqua nel suolo o una maggiore evaporazione dal suolo dipenderanno quindi le quantità d’acqua disponibili per le piante e quelle che evaporeranno nell’atmosfera.

Gli studi hanno dimostrato che, con l’aumento delle precipitazioni, l’assunzione d’acqua nel suolo può cambiare in tempi brevi, nell’arco di uno o due decenni e si prevede che i cambiamenti climatici faranno aumentare le precipitazioni in molte aree della Terra.

Durante un esperimento durato 25 anni nello Stato del Kansas (USA) che è consistito in una irrigazione artificiale del terreno riarso della prateria, un team di studiosi ha assistito ad una riduzione del 21-33% nei tassi di infiltrazione d’acqua nel suolo e solo un piccolo aumento della ritenzione idrica.

I maggiori cambiamenti del suolo sono stati collegati ai cambiamenti nei pori o negli spazi relativamente grandi già esistenti o che si verranno formando. I grandi pori catturano l’acqua che le piante e i microrganismi possono utilizzare e ciò contribuisce a migliorare l’attività biologica e il ciclo dei nutrienti all’interno del suolo e diminuisce le perdite di suolo causate dall’erosione.

Con l’aumento delle piogge le comunità vegetali avranno radici più spesse che possono ostruire i pori più grandi e aumentare i cicli meno intensi di espansione del suolo quando viene aggiunta acqua o contrazione dei cicli quando viene ridotta.

Il passo successivo sarà studiare i meccanismi che stanno alla base dei cambiamenti osservati al fine di estrapolare i risultati ad altre regione terrestri e incorporarli nelle previsioni su come gli ecosistemi potranno rispondere ai cambiamenti climatici.

Gli scienziati intendono anche studiare una più ampia gamma di fattori ambientali e tipi di suolo e identificare altri cambiamenti del suolo che possono essere messi in relazione con i cambiamenti climatici.

Allo studio hanno contribuito scienziati dell’Università della California, Riverside, della Kansas State University e della Colorado State University.

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