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Bambini e TV: esposizione precoce ha un impatto negativo e di lungo termine

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 02.07.2010

CANADA – Volete figli più intelligenti e in salute? Teneteli lontani dalla televisione già in tenera età. Una scioccante ricerca di esperti pedagoghi dell’Università di Montreal, del Sainte-Justine University Hospital Research Center e dell’Università del Michigan, pubblicata in Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, mostra come l’esposizione alla TV all’età di due anni porta a conseguenze negative per i bimbi, dal difficile adattamento a scuola ad abitudini di vita malsane.

“Abbiamo trovato che ogni ora passata davanti alla televisione corrisponde per i bambini a un futuro decremento del successo nella classe e dei risultati in matematica, oltre che un aumento di probabilità di essere vittima di bullismo, una futura vita sedentaria, un alto consumo di cibo spazzatura e, infine, un maggiore indice di massa corporea (BMI),” ha detto l’autrice dello studio, la dott.ssa Linda S. Pagani, professore in scienze psicosociali presso l’Università di Montreal e ricercatrice presso il Sainte-Justine University Hospital Research Center.

L’obbiettivo dello studio era di determinare l’impatto dell’esposizione alla TV all’età di 2 anni sul futuro successo accademico, sulle scelte di vita e sul generale benessere nei bambini. “Tra i 2 e i 4 anni ogni aumento dell’esposizione alla TV ritarda lo sviluppo,” dice la dott.ssa Pagani.

Un totale di 1.314 bambini ha preso parte allo studio. Ai genitori è stato chiesto quanta quanta TV i loro figli guardavano a 29 mesi e a 53 mesi di età. Agli insegnanti è stato chiesto di valutare le abitudini scolastiche, psicosociali e di salute, mentre l’indice di massa corporea è stato misutato all’età di 10 anni.

“La prima parte dell’infanzia è un periodo critico per lo sviluppo del cervello e nella formazione del comportamento,”, avverte Pagani. “Alti livelli di TV durante questo periodo possono portare a malsane abitudini e cattivi stili di vita nell’età adulta. Nonostante le chiare raccomandazioni da parte dell’Accademia Americana di Pediatria, che suggerisce una massimo di 2 ore di TV al giorno – per bambini oltre i 2 anni di età – i genitori mostrano poca conoscenza e poca consapevolezza di queste linee guida”.

In base all’indagine, guardare la TV da piccoli (2-4 anni) porta nei successivi anni a:

  • 7% in meno di adattamento a scuola;
  • 6% in meno di di abilità in matematica (senza effetti misurabili sulla futura capacità di leggere);
  • 10% di aumento di vittimizzazione a scuola (rifiuto da parte dei coetanei, derisione, assalti e insulti da parte degli altri studenti);
  • 13% di diminuzione di attività fisica nei fine settimana;
  • 9% di diminuzione di attività fisica in generale;
  • 9% di aumento di consumo di bevande zuccherate;
  • 10% di aumento di consumo di snack (dolci e salati);
  • 5% di aumento dell’indice di massa corporea (BMI).

“Ci aspettavamo che l’impatto dell’esposizione precoce alla TV scomparisse dopo 7 anni e mezzo di età. Il fatto che elementi negativi per il bambino persistano anche dopo questo lasso di tempo è scoraggiante,” ha detto la dott.ssa Pagani. “I nostri risultati rendono urgente un dibattito pubblico sull’esposizione eccessiva alla TV nei primi anni di età dei nostri figli.”

Poiché una esposizione alla TV incoraggia una vita sedentaria, la televisione deve essere tolta ai bambini in tenerà età per impedire un ritardo nell’apprendimento e un danno permanente nella loro carriera scolastica e nella vita. “Il buon senso dovrebbe suggerire che la TV dovrebbe essere rimpiazzata da attività che aumentino le attività che favoriscono lo sviluppo motorio, comportamentale e cognitivo. Quello che questo studio ha di speciale è che corferma i sospetti che si avevano nel campo dell’educazione e dello sviluppo del bambino. Questo studio usa un approccio omnicomprensivo e considera molti fattori parentali, pediatrici e sociali simultaneamente”.

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